VIAGGIARE TOUR

 

 

Di Ciccullo Alberto

Sede: Viale S.Panagia n° 32

Tel.:0931/54568; Fax:0931/364587;

Indirizzo E-mail: Viaggiaretour@hotmail.it

www.Viaggiaretour.com

 

Docente: Prof.ssa Cascio

 

Londra – Siracusa!!!

 

 

Foglio Notizie

 

 

Itinerario: Londra – Siracusa;

 

Date disponibili per partenza:

 

25 Maggio – 30 Maggio;

1 Giugno – 5 Giugno;

15 Giugno – 20 Giugno;

5 Luglio – 10 Luglio;

25 Luglio – 30 Luglio;

14 Agosto 19 Agosto;

 

Agenzia: Viaggiaretour di Ciccullo Alberto;

 

Passeggeri: Signori Hatton e Landers;

 

Servizi Richiesti

 

Trasporti: Pulman

 

Compagnia Aerea: Volareweb

 

Prenotazioni Alberghiere:

        

 

 Grand Hotel, Viale Mazzini, 12 Tel.: 0931/464600                               

 Hotel quattro stelle.

 

 

 

Altri servizi: -Guida;

 

                     -Ingresso Musei;

 

Trattamento: H.B.

 

Pranzi organizzati: Facoltativi.

 

 

 

 

 

PROGRAMMA GIORNATA

 

* 1°GIORNO:

 

Partenza ore 11.00 da London Square con volo Volareweb

Arrivo 13.30 Aeroporto Catania Fontanarossa.

Trasferimento in  Grand Hotel con Bus

Arrivo in  Grand Hotel Sistemazione camere, possibilità di relax con servizi offerti dall’albergo, Cena e Pernottamento.

 

 2°GIORNO:

 

Ore 9.00 Prima colazione e incontro con Guida e trasferimento con bus in Ortigia, Visita Tempio d’Apollo, Piazza Archimede, Museo Bellomo.

Ore 13.00 Pranzo Presso Ristorante “Castello Fiorentino”.

Pomeriggio dedicato a visita del Duomo, Fontana Aretusa, Lungo mare Alfeo, Castello Maniace.

Rientro in Albergo previsto per le 19.30.

Cena e Pernottamento

 

 3°GIORNO:

 

Ore 9.00 Prima colazione, incontro con Guida e trasferimento con bus a Piazza San Giovanni, visita della stessa, catacombe di San Giovanni Santuario E Museo Paolo Orsi.

Ore 13.00 Trasferimento per Pranzo in bus presso Ristorante Pizzeria La Rambla.

Pomeriggio Libero.

 

*       *Possibilità d’escursione in barca ai luoghi caratteristici di Siracusa. Tel.: 3683170711;

 

Ore 20.00 ritorno in Grand Hotel

Cena e pernottamento.

 

 4° GIORNO:

 

Ore 9.00 Prima colazione, incontro con Guida e trasferimento con bus presso zona Archeologica: Teatro Greco, Anfiteatro Romano, Orecchio di Dionisio, Grotta dei Cordari, Ecc…

Ore 13.00 Pranzo presso Ristorante “La Grotta dei Cordari” nella stessa zona Archeologica.

Pomeriggio libero con possibilità di shopping e acquisto di souvenir.

Rientro con bus in Grand Hotel previsto per le ore 19.00.

Cena e pernottamento.

 5° GIORNO:

 

Giornata libera, Possibilità di trasferimento in bus presso zona balneare “Lido Arenella”, contrada Fanusa.

Ritrovo in albergo Ore 19.00 per Partenza con bus per l’Aeroporto Fontanarossa di Catania.

Ore 21.30 Partenza da Catania Fontanarossa.

Arrivo Aeroporto London Square previsto con volo Volareweb per le 24.00

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

LA FONDAZIONE

 

   

 

Una posizione geografica invidiabile, tra le acque del Porto grande, l’unico riparo naturale delle coste siciliane ed i monti Iblei, Siracusa fu fondata da un gruppo di coloni greci provenienti da Corinto e guidati da Archia nel VIII secolo a.C. Ma la zona era già abitata, come testimoniano i reperti venuti alla luce nella zona di piazza Duomo, già nel XIV secolo a.C. Oggi Siracusa (il nome deriva dal greco Sirako, che significa palude) conta 127 mila abitanti che vivono nei cinque quartieri dell’antica Pentapoli di Dionisio dai nomi greci (come Akradina, Tike, Neapolis, Ortigia) e Santa Lucia, più le frazioni di Cassibile, a Sud, nei pressi dell’omonimo fiume che i greci chiamavano Kakiparys, e Belvedere, a poca distanza dal Castello Eurialo.

 

 

 

CASTELLO MANIACE

 

 

 

Federico II, nel suo primo viaggio in Sicilia, fece costruire sull’estremità di Ortigia che punta verso il Plemmirio, sullo stesso sito nel quale sorgeva una fortificazione bizantina il terzo dei suoi castelli sulla costa orientale dell’Isola dopo quello di Catania, il castello Ursino, e quello di Augusta. Nel Cinquecento le fortificazioni spagnole inglobarono il mastio, estendendo coi loro bastioni la superficie del castello a tutto l’estremo sperone roccioso di Ortigia. La struttura esterna del castello Maniace (che porta il nome del valoroso generale bizantino che strappò Siracusa agli arabi) rimane quella duecentesca.

Al castello si accede da un portale sormontato da uno stemma spagnolo. Quattro torri cilindriche sono poste agli angoli della fortezza. L'interno è stato nel corso del secoli profondamente rimaneggiato. Rimane però perfettamente visibile la sua struttura a 25 campate, coperte da volte a crociera, disposte intorno ad un atrio centrale. Della costruzione originale resta uno dei quattro camini monumentali e il cosiddetto "bagno della Regina", una stanza sotterranea al livello del mare, con alcuni sedili e una vasca di marmo.

 

 

 

 

LA FONTANA ARETUSA

 

 

   

 

L’attuale aspetto della Fontana Aretusa risale ad un rifacimento degli antichi lavatoi avvenuto nel 1843. Un luogo di grande suggestione, che la tradizione vuole teatro del mito della ninfa Aretusa e di Alfeo, a rappresentare l’unità dell’antica Siracusa con la Grecia. Oggi nel bacino semicircolare crescono rigogliosi i papiri. Sin dall’inizio del XIX secolo l’acqua della fonte venne utilizzata per le concerie i cui resti oggi sono nelle fondamenta delle case del vicino lungomare Alfeo. Alla fonte Aretusa fece rifornimento la flotta inglese comandata da Oratio Nelson prima della vittoriosa battaglia di Abukir

 

 

 

IL TEATRO GRECO

 

 

 

   

 

Il Teatro di Siracusa  è uno dei più grandi del mondo greco. La struttura, interamente scolpita nella sua roccia del Temenite fu creata dall’architetto Damocopos, soprannominato Myrilla. Usato pure per assemblee pubbliche fu rimaneggiato al tempo di Ierone (II secolo a.C.) ed anche i romani ne modificarono l’assetto per dedicarlo ad altri spettacoli. Nel XVI secolo gli spagnoli lo spogliarono del marmo che ricopriva le gradinate. Il teatro è orientato verso il mare, ha un’acustica eccellente ed offriva agli spettatori un bellissimo panorama. La cavea ha un diametro di 138 metri ed è costituita da 67 ordini di gradini divisi in nove cunei (settori). A Ovest del teatro la via dei Sepolcri, che si inoltra tra due pareti di roccia con scavate nicchie votive di epoca ellenistica e ipogei bizantini. A valle, una maestosa gradinata rettilinea di 27 metri di lunghezza, forse un teatro arcaico.

 

      

    

 

 

 

       

     

    

 

 

 

     IL GRAND HOTEL   

 

 

 

 

 

    A pochi metri dal mare, nell'ambito di una zona di particolare bellezza naturale,in un ambiente carico di storia e di gloriose vicende passate, gode di una collocazione fortunata: nell'isola di Ortigia vicino e a contatto con reperti storici insigni.

Albergo di prima categoria, riportato con la ristrutturazione del 1995, al periodo d'oro: il primo quindicennio del secolo, quando 

"IL GRAND HOTEL fu luogo di serate danzanti, dove la musica dell'orchestra si alternava a quella dei primi fonografi..... Nella cornice liberty della sala dei Fiori e dei cristalli i borghesi e gli aristocratici locali, insieme ai turisti di passaggio, potevano assistere alle prime proiezioni cinematografiche, e le signore eleganti potevano ammirare le sfilate di moda realizzate dalle migliori sartorie nazionali ed internazionali". 

 

 

 

      

   

 

 

     

 

 

 

 

 

Ingresso hotel

 

 

 

 

 

Saletta Bar

 

 

 

 

 

Ristorante Hotel

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Camere Hotel

 

 

Le camere, lussuosamente arredate e con vista sul mare, sono dotate di : telefono diretto, cassaforte con combinazione elettronica, aria climatizzata, TV color satellite, radio diffusione, sveglia automatica, frigo bar.

 

 

 

 

 

 

 

 

Hall Hotel

 

 

La struttura è inoltre dotata di camere per disabili, sale riunioni, saletta conferenze, bar collocato nelle cisterna, ristorante roof garden con vedute del porto grande e del lungomare di Ortigia, la cui cucina tipica siciliana o internazionale è particolarmente consigliata, spiaggia privata servita da navetta.

 

 

 

 

 

 

 

 

Vista Hotel

 

 

LA GALLERIA REGIONALE DI PALAZZO BELLOMO   

 

Il palazzo medievale nel cuore di Ortigia presenta una ricca collezione. Al pian terreno, oltre a sarcofagi di epoca bizantina, la Madonna che allatta il Bambino di Antonello Gagini, detta anche Madonna del Cardillo; il monumento funerario di Eleonora Branciforte d’Aragona, opera di Giovan Battista Mazzolo. Tra le carrozze esposte due berline del XVIII secolo, una vescovile ed una nobiliare. La scala esterna, in stile catalano, porta al primo piano, sede della Pinacoteca. Due i dipinti di maggiore interesse. Innanzitutto l’Annunciazione di Antonello da Messina, datata 1474, proveniente dalla chiesa dell’Annunziata a Palazzolo, opera del periodo maturo della produzione del maestro. Quindi il Seppellimento di Santa Lucia di Michelangelo Merisi da Caravaggio, dipinta nel 1608 per la chiesa di Santa Lucia fuori le Mura.

 

LA CATTEDRALE

   

 

Frutto di una sovrapposizione di stili avvenuta nel corso del secoli, il Duomo è il frutto di una miracolosa convivenza di moltissimi stili. Divenuto cattedrale ai tempi del vescovo Zosimo. Risale al 1400 il pavimento policromo, mentre il campanile fu edificato nel XVI secolo. Dopo il sisma del 1693 la facciata venne riprogettata da Andrea Palma. Il prospetto è a due ordini, con colonne e statue raffiguranti San Mareiano, la Vergine e Santa Lucia, opera di Ignazio Marabitti. Il vestibolo è caratterizzato da una serie di colonne tortili. L’interno del Duomo è a tre navate, e lungo quella di destra si aprono alcune cappelle: quella del Battistero, quella di Santa Lucia, dove si conserva la statua della santa patrona della città; la cappella del Sacramento, la cappella del Crocefisso, con una tavola raffigurante San Zosimo, probabilmente opera di Antonello da Messina. Nel presbiterio l’altare barocco opera di Giovanni Vermexio (1659) la cui mensa è un monolite proveniente dal tempio di Atena.

 

PIAZZA DUOMO

 

La forma semicircolare di piazza Duomo, esaltata dopo la fine di una lunga serie di lavori per la realizzazione di una pavimentazione bianca che contrasta col colore del calcare dei palazzi, vede dominante la Cattedrale. L’espressione stilistica della piazza ricalca schemi seicenteschi ed evidenzia l’alleanza tra il potere ecclesiastico e quello baronale, che proprio qui realizzarono i loro palazzi, simboli del potere. Così, accanto al Duomo c’è il palazzo Arcivescovile, con una terrazza a giardino pensile, progettato nel 1618 da Andrea Vermexio su commissione del vescovo Torres. Dall’altra parte del Duomo, il palazzo del Senato, realizzato nel 1622 su progetto di Giovani Vermexio, sede del potere secolare della città. Da segnalare il Palazzo Beneventano del Bosco e la chiesa di Santa Lucia alla Badia.

LE CATACOMBE

   

 

L’estensione delle catacombe di Siracusa è seconda soltanto a quella delle catacombe romane. La città fu una vera e propria testa di ponte del cristianesimo per gli intensi rapporti commerciali che Siracusa antica ebbe con la Siria e la Palestina, oltre che alla presenza carismatica di San Paolo, al cui periodo di permanenza a Siracusa è dedicata la chiesa paleocristiana accanto all’Appolonion. Le catacombe di San Giovanni sono le più recenti del tessuto siracusano e le uniche aperte al pubblico. Sono costituite da un intricato labirinto di gallerie che fa capo al "decumanus maximus". Le gallerie conducono a cinque cappelle circolari, tra cui la rotonda di Adelfia, da cui proviene un bel sarcofago del VI secolo d.C., che da poco ha trovato collocazione al museo archeologico "Orsi". Quasi del tutto inesplorate quelle di Vigna Cassia. Altro vastissimo complesso sotto la chiesa di Santa Lucia al Sepolcro.

 

     

IL MUSEO ARCHEOLOGICO PAOLO ORSI

   

 

La modernissima struttura del museo archeologico regionale "Paolo Orsi" (intitolato all’archeologo trentino che operò a Siracusa per 45 anni a partire dal 1866) è circondata dal maestoso parco di villa Landolina. Riordinati dopo la guerra dal soprintendente Luigi Bernabò Brea, i 18 mila reperti esposti al museo "Orsi" sono presentati secondo un rigoroso criterio cronologico e topografico. Tra di essi da segnalare gli scheletri di due elefanti nani trovati nella grotta di Spinagallo e i vasi della cultura di Thapsos per l’età arcaica; i "kouros" e le "kore" di Leontinoi e la "kourotrophos" (Dea madre che allatta due gemelli) di Megara Hyblaea del periodo della colonizzazione dei greci; la splendida Venere Anadiomene copia romana di un originale greco della scuola di Prassitele e il cavalluccio bronzeo del VII secolo scoperti a Siracusa.

 

 

I TEMPLI GRECI

   

 

All’ingresso di Ortigia i resti dell’imponente tempio di Apollo, ritenuto il più antico tempio dorico della Sicilia, risalente all’inizio del VI secolo a.C. In via XX settembre, poco distante dall’Apollonion, i resti della porta urbica che apriva la via sacra che collegava i due templi di Ortigia, quello di Apollo e quello di Atena, oggi il Duomo. Il tempio di Atena è un periptero esastilo (cioè con sei colonne sul lato più piccolo e quattordici sul più grande) oggi inglobato nella struttura del Duomo e fu costruito nella parta più alta dell’isola popolata, come vuole la tradizione, dalle quaglie, volatile sacro ad Atena. Sulla terraferma, visibile dalla parte più alta di Ortigia ai tempi dei greci, il tempio di Giove Olimpico (Olympierion) era collegato alla città da una via sacra. E’ uno dei templi più antichi di Siracusa: rimangono in piedi solo due colonne doriche in uno scenario di suggestiva bellezza.

ARCHEOLOGIA NEL SIRACUSANO

   

 

Un viaggio nello spazio e nel tempo, attraverso le testimonianze della presenza e dell’attività dell’uomo nei periodi fondamentali della storia antica nel Mediterraneo. E l’uomo che aprì la via scientifica alla scoperta delle antichità di questa zona della Sicilia era un trentino. Paolo Orsi, a cui è intitolato il museo archeologico di Siracusa, arrivò in Sicilia nel 1886. A lui, fautore dell’archeologia scientifica, alla ricerca di reali corrispondenze storiche con le fonti, si deve l’avvio delle campagne di scavi in zone come Stentinello, Thapsos, Castelluccio, Finocchito e Pantalica. Pioniere dell’archeologia subacquea lungo il litorale del Siracusano fu il ligure Nino Lambogia. A lui si deve la scoperta del porto marmoreo di Siracusa e del canale dell’isolotto di Ognina. Alle ricerche di questi archeologi si deve il ritrovamento di importanti reperti custoditi al museo “Orsi” di Siracusa, dalle cui sale, nelle quali sono esposti 18 mila pezzi in rigorosissimo ordine cronologico e di provenienza, parte l’itinerario. Tra i pezzi esposti, un capolavoro puo considerarsi la Venere Anadiomene, copia romana del II secolo di una statua della scuola di Prassitele, celebrata anche da Guy del Maupassant. Da segnalare il Sarcofago di Adelfia, esposto in occasione del Giubileo: i suoi bassorilievi, risalenti al VI secolo dopo cristo, possono considerarsi il primo presepe della storia. Dopo il parco archeologico della Neapolis e la necropoli del Fusco, l’itinerario continua a Sud. A otto chilometri da Noto le mura difensive e il teatro lineare di Eloro. A un chilometro la colonna Pizzuta, monumento funebre di epoca ellenistica e, poco distante, i mosaici della villa romana del Tellaro. Il viaggio nella cultura iblea dei Siculi comincia a 10 chilometri da Noto, dove ci sono le tracce di Finocchito, distrutto dai Siracusani nel V secolo. Ancora più nell’interno, il villaggio di Castelluccio, da cui trae nome la cultura della prima età del Bronzo, i cui reperti sono caratterizzati da ceramiche con decorazioni scure su fondo giallastro. A Palazzolo il parco archeologico di Akrai, col suo teatro, l’agorà e due latomie. Interessante, ed avvolto da un’aurea di mistero, il ciclo dei dodici santoni, sculture rupestri dedicate alla dea Cibele. Vicino Akrai l’antica Casmene. Pantalica è una fortificazione naturale in un paesaggio dalla bellezza selvaggia circondata da un’enorme necropoli al alcuni chilometri da Ferla. Più a Nord la città di Leontinoi, col suo sistema di fortificazioni a tenaglia. Sul mare, invece Megara Hyblaea, distrutta dai Siracusani e ricostruita in epoca ellenistica per essere cancellata dai romani. Poi a Sud, forse la più importante scoperta di Orsi, il villaggio di Thapsos, che ebbe vita tra il 1400 e l’800 a.C.

 

 

 

LE FESTE POPOLARI

   

 

La fede si mescola a superstizioni e leggende, la devozione si lega a secolari tradizioni, a sovrapposizioni di secolari culti, nella memoria di antiche tradizioni contadine. In provincia di Siracusa accade lo stesso che in altre zone della Sicilia. Ed anche una città ormai moderna e laicizzata come Siracusa a dicembre e a maggio si stringe intorno alla sua patrona, Santa Lucia. Il 13 dicembre un’imponente processione parte dal Duomo a Ortigia per raggiungere la basilica di Santa Lucia fuori le Mura. Una settimana dopo si svolge il percorso inverso, con la santa portata a spalla dai “berretti verdi” della Confraternita dei falegnami. Il corteo è concluso dalla “Carrozza del Senato” in stile rococò, con staffieri e paggi in livrea. Alla processione partecipa ormai tradizionalmente la Lucia di Svezia, reginetta della luce che arriva dal paese scandinavo. La prima domenica di maggio Santa Lucia delle quaglie, un volo di colombe lasciate libere davanti alla santa dai giardini dell’Arcivescovado. Intensa la devozione in tutta la provincia per San Sebastiano. La festa più sentita, però, è quella di Melilli, nella notte tra il 3 e il 4 maggio, con l’arrivo al santuario dei “nuri”, i fedeli che giungono a piedi anche dai più remoti centri della provincia. San Sebastiano si celebra anche a Palazzolo il 10 agosto, ed è la festa degli immigrati che tornano a casa. Una festa grande, anche per l’impegno economico necessario per non essere da meno ai “sampaulisi”, i fedeli di San Paolo, patrono della città dal 1689, la cui festa si celebra il 29 giugno. Alle 13 in punto, come avviene per la festa del “rivale” l’uscita spettacolare del simulacro, tra fragore di bombe e una tempesta di “nzareddi”, fettucce di carta colorata con la scritta “San Paolo patrono di Palazzolo”. A Palazzolo anche un carnevale di lunga e apprezzata tradizione, come è pure per Avola. A Noto, oltre alla festa del patrono San Corrado Confalonieri l’ultima domenica di agosto, nella seconda decade di maggio l’”Infiorata” di via Nicolaci.

 

 

 

LE RISERVE NATURALI

   

 

L’itinerario naturalistico della provincia di Siracusa comincia dalla riserva del Ciane-Saline, alle porte della città. E’ gestita dal 1984 dalla Provincia regionale ed è stata istituita per rivitalizzare e proteggere il papiro, pianta acquatica di origine egiziana , forse introdotta in zona già nel III secolo a.C., del quale lungo le rive del fiume cresce la più grande colonia in Europa. Di grande suggestione la fonte del fiume Ciane, una polla d’acqua profondissima, caratterizzata dal colore azzurro che da il nome al corso d’acqua, circondata dal verde dei papiri e delle altre piante acquatiche. Il fiume Ciane può essere risalito dalla foce con le barche a remi. Un percorso che ha incantato numerosi viaggiatori dal XVII secolo sino ad oggi.

Ad una quarantina di chilometri a Sud di Siracusa la Riserva naturale orientata ed oasi faunistica di Vendicari, in territorio di Noto, presenta ambienti diversi: un litorale sabbioso caratterizzato da una serie di dune, un tratto roccioso ed una parte comprendente alcuni acquitrini salmastri che costituiscono una delle zone umide più belle ed integre della Sicilia. La riserva, gestita dall’Ispettorato ripartimentale delle foreste della Regione siciliana, è soprattutto una stazione di sosta per gli uccelli migratori, tra cui fenicotteri, aironi, gru, pellicani, anatre. Sono 200 le specie sino ad oggi osservate.

A pochi chilometri da Avola la Riserva di Cava Grande del Cassibile è un canyon profondo in media 250 metri che si inoltra per 10 chilometri nel tavolato degli Iblei. Lungo le pareti rocciose dell’ultimo tratto una necropoli con 2000 tombe a grotticella del XI-IX secolo a.C. costituenti la necropoli del Cassibile. Ai margini del fiume, che scorre creando una serie di laghetti intervallati da cascatelle, crescono i platani orientali, altrove quasi del tutto scomparsi. A Cava grande si arriva da Avola Antica, da dove si snoda un sentiero che porta sino in fondo alla gola in un percorso da trekking non molto spinto.

All’estremo limite sudorientale della Sicilia, l’isola di Capo Passero è una riserva naturale gestita dall’Ente fauna siciliana. Lunga quasi un chilometro e mezzo, ha un’ampia spiaggia e un lungo litorale roccioso. Sulla sua superficie, dominata da una fortificazione del XVII secolo, crescono interessanti specie vegetali.

Area di vastissimo interesse archeologico, geologico e botanico è la riserca di Pantalica e della Valle dell’Anapo, gestita dall’Ispettorato alle foreste, compresa nei territori di Ferla, Sortino, Cassaro e Buscemi. Altre aree del territorio, inserite nel Piano regionale delle riserve, attendono l’emanazione dei decreti istitutivi. Si tratta del complesso speleologico di Sant’Alfano, a Villasmundo; la grotta Palombara, vicino Belvedere; la grotta Monello, in contrada Perciata di Siracusa, di notevole importanza per il ricco decoro di stalattiti e stalagmiti; le Saline di Priolo, dove sverna avifauna migratrice; l’Isola delle Correnti, a Sud di Portopalo. Di interesse anche le zone del boschi Santa Maria e Pisano, a Buccheri, di Baulì, a Palazzolo; i pantani Longarini e Morghella a Pachino, il biviere di Lentini e i Monti Climiti, già sottoposti a vincolo dalla Soprintendenza ai beni culturali ed ambientali di Siracusa.

 

    

 

 

 

 

 

SERVIZI TURISTICI

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

File n° 135  

                                                 Denominazione viaggio: Londra-Siracusa  

 

 

 

 

 

 

 

Clienti: Signori Hatton e Landers                       Periodo: 15 Giugno 20 Giugno

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

SERVIZI

       COSTI COMPLESSIVI

N° MEDIO PAX

       COSTO PER PAX

 

 

 

 

 

 

 

AEREO

 

22000

 

50

 

440

 

 

 

 

 

 

 

PULMAN

 

750

 

50

 

15

 

 

 

 

 

 

 

GUIDA

 

430

 

50

 

8.6

 

 

 

 

 

 

 

PERNOTTAMENTI

 

54250

 

50

 

1085

 

 

 

 

 

 

 

MUSEI

 

400

 

50

 

8

 

 

 

 

 

 

 

SPESE GENERALI

 

550

 

50

 

11

 

 

 

 

 

 

 

COSTO TOT.

 

78380€

 

 

 

1567.6€

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Sconto per passeggero: 10%

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Costo Tot. Viaggio per passeggero: 1410.48 €

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

                                            I BAGNI EBRAICI DELLA GIUDECCA

   

I VICOLI  DI ORTIGIA

 

 

Un percorso ellittico scavato nella viva roccia conduce alla polla d’acqua dei bagni cultuali ebraici della Giudecca. Scavati nel sottosuolo dell’antica sinagoga, sulla quale, dopo il 1492 (anno nel quale Ferdinando II il Cattolico espulse tutti gli ebrei) fu costruita la chiesa di San Filippo Apostolo, oggi in via della Giudecca. I bagni ebraici furono realizzati utilizzando antichi ipogei paleocristiani, riadattati ad ospitare il rito delle abluzioni delle donne dopo il parto. Il rito ebraico, infatti, prevede che l’acqua piovana raccolta per questo genere di abluzioni non debba essere toccata dall’uomo. Siracusa ospitò a lungo la più grande comunità ebraica in Sicilia. Dalla metà del XV secolo, quando erano un quarto della popolazione di Siracusa, furono trasferiti da Akradina ad Ortigia, dove esercitarono le loro attività di venditori di stoffe ed orafi.

 

 

MONUMENTI ROMANI

Il Parco archeologico della Neapolis custodisce anche parte delle vestigia romane di Siracusa. L’anfiteatro romano, scoperto nel 1839, si fa risalire al I secolo d.C., ed è la terza struttura del genere per grandezza, dopo il Colosseo e l’arena di Verona. Spicca, tra un gruppo di tombe romane di epoca imperiale, quella che si è voluta identificare come la tomba di Archimede. Si tratta, invece, di un colombario romano del I secolo. La vera tomba di Archimede, descritta da Cicerone come un cippo con la figura di una sfera e un cilindro, è andata persa. Lungo via Elorina, il Ginnasio romano del I secolo d.C., nel luogo che alcune fonti indicano ci fosse la tomba di Timoleonte.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

LE NEAPOLIS

L’ara di Ierone fu fatta costruire dal tiranno nel periodo di pace che seguì le guerre puniche. Lunga uno stadio (198 metri) l’ara consisteva in un gigantesco ripiano di roccia su cui per le celebrazioni Eleutèrie (Zeuss liberatore) venivano sacrificati oltre 400 tori. Nell’area del parco archeologico la latomia del Paradiso, l’enorme cava di pietra da cui furono estratti nel corso del secoli 850 mila metri cubi di roccia calcarea, utilizzata per costruire la città. Nella latomia l’Orecchio di Dionisio, una grotta artificiale a forma di esse, lunga 65 metri e alta 23. A darle questo nome fu Caravaggio, che la visitò e notò la sua caratteristica di amplificare anche il più minimo rumore. Attigua, la grotta dei Cordari, che prende il nome dall’ormai scomparso mestiere degli annodatori. Accanto alla latomia dell’Intagliatella, la più piccola latomia di Santa Venera, trasformata in un rigoglioso giardino. Una fitta vegetazione caratterizza anche la latomia dei Cappuccini, nella parte della balza di Akradina più vicina al mare. Il Parco archeologico della Neapolis custodisce anche parte delle vestigia romane di Siracusa. L’anfiteatro romano, scoperto nel 1839, si fa risalire al I secolo d.C., ed è la terza struttura del genere per grandezza, dopo il Colosseo e l’arena di Verona. Spicca, tra un gruppo di tombe romane di epoca imperiale, quella che si è voluta identificare come la tomba di Archimede. Si tratta, invece, di un colombario romano del I secolo. La vera tomba di Archimede, descritta da Cicerone come un cippo con la figura di una sfera e un cilindro, è andata persa. Lungo via Elorina, il Ginnasio romano del I secolo d.C., nel luogo che alcune fonti indicano ci fosse la tomba di Timoleonte.

  E’ molto scenografica per gli effetti di luce, per la policromia della roccia e per lo svariato genere di piante che vi crescono. Il nome deriva dagli artigiani che vi operavano fino a poco tempo fa. 

 

ORTIGIA MEDIELVALE

 

A Ortigia del periodo medioevale restano poche ma interessantissime testimonianze. Palazzo Greco, edificato nel XIV secolo, con un’elegante loggia d’angolo con una fontana, oggi è sede dell’Inda (Istituto Nazionale Dramma Antico). Quasi di fronte la chiesa di San Cristoforo, di stile chiaramontano. In via Mirabella la chiesa normanna di San Tommaso, costruita nel 1199. E’ invece considerato uno dei simboli della Sicilia trecentesca palazzo Mergulese Montalto, donato ai Montalto da Costanza d’Aragona. Fu smantellato nel XIX secolo palazzo Migliaccio, del cui prospetto in via Picherali si conservano soltanto i motivi a zig zag di pietra lavica nera alternata a calcare bianco. In via Cavour palazzo Abela. La chiesa di San Martino, nata come basilica paleocristiana, poco distante da palazzo Bellomo (sede della galleria regionale), costruito forse da Federico II, diventò nel 1365 di proprietà della famiglia Bellomo.

 

 

 

RAPPRESENTAZIONE E DESCRIZIONE DEI LUOGHI  CARATTERISTICI DEL SIRACUSANO…

 

 

IL SANTUARIO DELLA MADONNA DELLE LACRIME

 

   

 

Punto di riferimento visivo per la città, il santuario della Madonna delle Lacrime è stato completato secondo il progetto degli architetti francesi Andrault e Parat nel 1994. La cerimonia di consacrazione di uno dei più importanti tempi mariani del Sud fu presieduta da papa Giovanni Paolo II. Il culto della Madonnina a Siracusa nacque nel 1953, quando in una casa di via degli Orti, nella zona della Borgata Santa Lucia, in una modesta abitazione un’effige di gesso della Madonnina cominciò a sgorgare lacrime. Oggi il santuario della Madonna delle Lacrime è uno dei più importanti per il culto di Maria nel mondo. Il tempio, progettato negli anni Sessanta, ha una pianta circolare di 90 metri e la sua guglia, sulla quale è stata posizionata una statua della Madonna, domina la città da quasi 100 metri d’altezza. Tra le 19 cappelle della cripta anche la prima di rito bizantino in una chiesa di rito latino in Italia. E’ caratterizzata da   un’iconòstasi con le figure tradizionali del rito greco bizantino, con Cristo e la Madonna. Particolarità dell’iconòstasi del santuario la presenza delle icone della patrona Santa Lucia e di San Marciano, primo vescovo della città.

 

 

 

 

 

 

 

     

TRINACRIA

ALLA RICERCA DELLO STEMMA DIMENTICATO

Adesivo della Stazione Radiofonica R.T. Trinacria di Catania

 

 

 

 

 

 

 

gonf.jpgCeramica dell'artigianato EthnikosLa Trinacria simbolo per millenni - una radicata ed  appassionata tradizione siciliana vuole che il triscele arcaico, cioè quella strana figura composta da una testa di donna da cui si irradiano in giro simmetrico tre gambe umane piegate al ginocchio - della Sicilia, nozione della forma geografica triangolare dell'isola trova una sua raffigurazione simbolica nel mostro a tre gambe, trìquetra (a tre vertici o triangolare). Infatti, per la sua particolare configurazione geografica, caratterizzata da tre promontori, Pachino, Peloro e Lilibeo, ben si adatta a quella figura, a cui i romani imposero lo stesso nome aggettivale dell'Isola. Da questa configurazione a tre vertici venne il nome di Triquetra o Trinacria che diede, forse in epoca ellenistica, quella rappresentazione strana e caratteristica al tempo stesso, di una figura gorgonica a tre gambe, adottata perfino in alcune monete dell'antichità classica, e divenuta poi il simbolo ufficiale dell'isola. Per contro i filologi sostengono che quest'ultima denominazione è impropria, mentre è più corretta quella greca di Triskéles , traducibile in “tre gambe”.

 

Emblema della Regione Sicilia
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