VIAGGIARE
TOUR 
Di Ciccullo Alberto
Sede: Viale S.Panagia n° 32
Tel.:0931/54568; Fax:0931/364587;
Indirizzo E-mail: Viaggiaretour@hotmail.it
Docente: Prof.ssa Cascio
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Londra Siracusa!!!

Foglio Notizie
Itinerario: Londra –
Siracusa;
Date disponibili per
partenza:
25 Maggio – 30 Maggio;
1 Giugno – 5 Giugno;
15 Giugno – 20 Giugno;
5 Luglio – 10 Luglio;
25 Luglio – 30 Luglio;
14 Agosto 19 Agosto;
Agenzia: Viaggiaretour di
Ciccullo Alberto;
Passeggeri: Signori Hatton e
Landers;
Servizi Richiesti
Trasporti: Pulman
Compagnia Aerea: Volareweb
Prenotazioni Alberghiere:
Grand Hotel, Viale Mazzini, 12 Tel.:
0931/464600
Hotel quattro stelle.
Altri servizi: -Guida;
-Ingresso Musei;
Trattamento: H.B.
Pranzi organizzati:
Facoltativi.

PROGRAMMA GIORNATA
1°GIORNO:
Partenza ore 11.00 da London
Square con volo Volareweb
Arrivo 13.30 Aeroporto
Catania Fontanarossa.
Trasferimento in Grand Hotel con Bus
Arrivo in Grand Hotel Sistemazione camere, possibilità
di relax con servizi offerti dall’albergo, Cena e Pernottamento.
2°GIORNO:
Ore 9.00 Prima colazione e
incontro con Guida e trasferimento con bus in Ortigia, Visita Tempio d’Apollo,
Piazza Archimede, Museo Bellomo.
Ore 13.00 Pranzo Presso
Ristorante “Castello Fiorentino”.
Pomeriggio dedicato a visita
del Duomo, Fontana Aretusa, Lungo mare Alfeo, Castello Maniace.
Rientro in Albergo previsto
per le 19.30.
Cena e Pernottamento
3°GIORNO:
Ore 9.00 Prima colazione,
incontro con Guida e trasferimento con bus a Piazza San Giovanni, visita della
stessa, catacombe di San Giovanni Santuario E Museo Paolo Orsi.
Ore 13.00 Trasferimento per
Pranzo in bus presso Ristorante Pizzeria La Rambla.
Pomeriggio Libero.
*Possibilità
d’escursione in barca ai luoghi caratteristici di Siracusa. Tel.: 3683170711;
Ore 20.00 ritorno in Grand
Hotel
Cena e pernottamento.
4° GIORNO:
Ore 9.00 Prima colazione,
incontro con Guida e trasferimento con bus presso zona Archeologica: Teatro
Greco, Anfiteatro Romano, Orecchio di Dionisio, Grotta dei Cordari, Ecc…
Ore 13.00 Pranzo presso
Ristorante “La Grotta dei Cordari” nella stessa zona Archeologica.
Pomeriggio libero con possibilità
di shopping e acquisto di souvenir.
Rientro con bus in Grand
Hotel previsto per le ore 19.00.
Cena e pernottamento.
5° GIORNO:
Giornata libera, Possibilità
di trasferimento in bus presso zona balneare “Lido Arenella”, contrada Fanusa.
Ritrovo in albergo Ore 19.00
per Partenza con bus per l’Aeroporto Fontanarossa di Catania.
Ore 21.30 Partenza da Catania
Fontanarossa.
Arrivo Aeroporto London
Square previsto con volo Volareweb per le 24.00

LA FONDAZIONE
Una posizione geografica invidiabile, tra le acque del Porto grande, l’unico riparo naturale delle coste siciliane ed i monti Iblei, Siracusa fu fondata da un gruppo di coloni greci provenienti da Corinto e guidati da Archia nel VIII secolo a.C. Ma la zona era già abitata, come testimoniano i reperti venuti alla luce nella zona di piazza Duomo, già nel XIV secolo a.C. Oggi Siracusa (il nome deriva dal greco Sirako, che significa palude) conta 127 mila abitanti che vivono nei cinque quartieri dell’antica Pentapoli di Dionisio dai nomi greci (come Akradina, Tike, Neapolis, Ortigia) e Santa Lucia, più le frazioni di Cassibile, a Sud, nei pressi dell’omonimo fiume che i greci chiamavano Kakiparys, e Belvedere, a poca distanza dal Castello Eurialo.
CASTELLO MANIACE

Federico II, nel suo primo viaggio in Sicilia, fece costruire sull’estremità di Ortigia che punta verso il Plemmirio, sullo stesso sito nel quale sorgeva una fortificazione bizantina il terzo dei suoi castelli sulla costa orientale dell’Isola dopo quello di Catania, il castello Ursino, e quello di Augusta. Nel Cinquecento le fortificazioni spagnole inglobarono il mastio, estendendo coi loro bastioni la superficie del castello a tutto l’estremo sperone roccioso di Ortigia. La struttura esterna del castello Maniace (che porta il nome del valoroso generale bizantino che strappò Siracusa agli arabi) rimane quella duecentesca.
Al castello si accede da un portale sormontato da uno stemma spagnolo. Quattro torri cilindriche sono poste agli angoli della fortezza. L'interno è stato nel corso del secoli profondamente rimaneggiato. Rimane però perfettamente visibile la sua struttura a 25 campate, coperte da volte a crociera, disposte intorno ad un atrio centrale. Della costruzione originale resta uno dei quattro camini monumentali e il cosiddetto "bagno della Regina", una stanza sotterranea al livello del mare, con alcuni sedili e una vasca di marmo.
LA FONTANA ARETUSA
L’attuale aspetto della Fontana Aretusa risale ad un rifacimento degli antichi lavatoi avvenuto nel 1843. Un luogo di grande suggestione, che la tradizione vuole teatro del mito della ninfa Aretusa e di Alfeo, a rappresentare l’unità dell’antica Siracusa con la Grecia. Oggi nel bacino semicircolare crescono rigogliosi i papiri. Sin dall’inizio del XIX secolo l’acqua della fonte venne utilizzata per le concerie i cui resti oggi sono nelle fondamenta delle case del vicino lungomare Alfeo. Alla fonte Aretusa fece rifornimento la flotta inglese comandata da Oratio Nelson prima della vittoriosa battaglia di Abukir
IL TEATRO GRECO

Il Teatro di Siracusa è uno dei più grandi del mondo greco. La struttura, interamente scolpita nella sua roccia del Temenite fu creata dall’architetto Damocopos, soprannominato Myrilla. Usato pure per assemblee pubbliche fu rimaneggiato al tempo di Ierone (II secolo a.C.) ed anche i romani ne modificarono l’assetto per dedicarlo ad altri spettacoli. Nel XVI secolo gli spagnoli lo spogliarono del marmo che ricopriva le gradinate. Il teatro è orientato verso il mare, ha un’acustica eccellente ed offriva agli spettatori un bellissimo panorama. La cavea ha un diametro di 138 metri ed è costituita da 67 ordini di gradini divisi in nove cunei (settori). A Ovest del teatro la via dei Sepolcri, che si inoltra tra due pareti di roccia con scavate nicchie votive di epoca ellenistica e ipogei bizantini. A valle, una maestosa gradinata rettilinea di 27 metri di lunghezza, forse un teatro arcaico.
IL GRAND HOTEL

A pochi metri dal mare,
nell'ambito di una zona di particolare bellezza naturale,in un ambiente carico
di storia e di gloriose vicende passate, gode di una collocazione fortunata: nell'isola
di Ortigia vicino e a contatto con reperti storici insigni.
Albergo di prima categoria, riportato con la ristrutturazione del 1995,
al periodo d'oro: il primo quindicennio del secolo, quando
"IL GRAND HOTEL fu luogo di serate danzanti, dove la musica
dell'orchestra si alternava a quella dei primi fonografi..... Nella cornice
liberty della sala dei Fiori e dei cristalli i borghesi e gli aristocratici
locali, insieme ai turisti di passaggio, potevano assistere alle prime
proiezioni cinematografiche, e le signore eleganti potevano ammirare le sfilate
di moda realizzate dalle migliori sartorie nazionali ed
internazionali".

Ingresso hotel

Saletta Bar

Ristorante Hotel
Camere Hotel
Le camere,
lussuosamente arredate e con vista sul mare, sono dotate di : telefono diretto,
cassaforte con combinazione elettronica, aria climatizzata, TV color satellite,
radio diffusione, sveglia automatica, frigo bar.

Hall Hotel
La struttura è
inoltre dotata di camere per disabili, sale riunioni, saletta conferenze, bar
collocato nelle cisterna, ristorante roof garden con vedute del porto grande e
del lungomare di Ortigia, la cui cucina tipica siciliana o internazionale è
particolarmente consigliata, spiaggia privata servita da navetta.

Vista Hotel
LA GALLERIA REGIONALE DI PALAZZO
BELLOMO
Il
palazzo medievale nel cuore di Ortigia presenta una ricca collezione. Al pian
terreno, oltre a sarcofagi di epoca bizantina, la Madonna che allatta il
Bambino di Antonello Gagini, detta anche Madonna del Cardillo; il monumento
funerario di Eleonora Branciforte d’Aragona, opera di Giovan Battista Mazzolo.
Tra le carrozze esposte due berline del XVIII secolo, una vescovile ed una
nobiliare. La scala esterna, in stile catalano, porta al primo piano, sede
della Pinacoteca. Due i dipinti di maggiore interesse. Innanzitutto
l’Annunciazione di Antonello da Messina, datata 1474, proveniente dalla chiesa
dell’Annunziata a Palazzolo, opera del periodo maturo della produzione del
maestro. Quindi il Seppellimento di Santa Lucia di Michelangelo Merisi da
Caravaggio, dipinta nel 1608 per la chiesa di Santa Lucia fuori le Mura.
LA CATTEDRALE
Frutto
di una sovrapposizione di stili avvenuta nel corso del secoli, il Duomo è il
frutto di una miracolosa convivenza di moltissimi stili. Divenuto cattedrale ai
tempi del vescovo Zosimo. Risale al 1400 il pavimento policromo, mentre il
campanile fu edificato nel XVI secolo. Dopo il sisma del 1693 la facciata venne
riprogettata da Andrea Palma. Il prospetto è a due ordini, con colonne e statue
raffiguranti San Mareiano, la Vergine e Santa Lucia, opera di Ignazio
Marabitti. Il vestibolo è caratterizzato da una serie di colonne tortili.
L’interno del Duomo è a tre navate, e lungo quella di destra si aprono alcune
cappelle: quella del Battistero, quella di Santa Lucia, dove si conserva la
statua della santa patrona della città; la cappella del Sacramento, la cappella
del Crocefisso, con una tavola raffigurante San Zosimo, probabilmente opera di
Antonello da Messina. Nel presbiterio l’altare barocco opera di Giovanni
Vermexio (1659) la cui mensa è un monolite proveniente dal tempio di Atena.
PIAZZA DUOMO

La forma semicircolare di piazza Duomo, esaltata dopo la fine di una lunga serie di lavori per la realizzazione di una pavimentazione bianca che contrasta col colore del calcare dei palazzi, vede dominante la Cattedrale. L’espressione stilistica della piazza ricalca schemi seicenteschi ed evidenzia l’alleanza tra il potere ecclesiastico e quello baronale, che proprio qui realizzarono i loro palazzi, simboli del potere. Così, accanto al Duomo c’è il palazzo Arcivescovile, con una terrazza a giardino pensile, progettato nel 1618 da Andrea Vermexio su commissione del vescovo Torres. Dall’altra parte del Duomo, il palazzo del Senato, realizzato nel 1622 su progetto di Giovani Vermexio, sede del potere secolare della città. Da segnalare il Palazzo Beneventano del Bosco e la chiesa di Santa Lucia alla Badia.
LE CATACOMBE
L’estensione
delle catacombe di Siracusa è seconda soltanto a quella delle catacombe romane.
La città fu una vera e propria testa di ponte del cristianesimo per gli intensi
rapporti commerciali che Siracusa antica ebbe con la Siria e la Palestina,
oltre che alla presenza carismatica di San Paolo, al cui periodo di permanenza
a Siracusa è dedicata la chiesa paleocristiana accanto all’Appolonion. Le
catacombe di San Giovanni sono le più recenti del tessuto siracusano e le
uniche aperte al pubblico. Sono costituite da un intricato labirinto di
gallerie che fa capo al "decumanus maximus". Le gallerie conducono a
cinque cappelle circolari, tra cui la rotonda di Adelfia, da cui proviene un
bel sarcofago del VI secolo d.C., che da poco ha trovato collocazione al museo
archeologico "Orsi". Quasi del tutto inesplorate quelle di Vigna
Cassia. Altro vastissimo complesso sotto la chiesa di Santa Lucia al Sepolcro.
IL MUSEO ARCHEOLOGICO PAOLO ORSI
La
modernissima struttura del museo archeologico regionale "Paolo Orsi"
(intitolato all’archeologo trentino che operò a Siracusa per 45 anni a partire
dal 1866) è circondata dal maestoso parco di villa Landolina. Riordinati dopo
la guerra dal soprintendente Luigi Bernabò Brea, i 18 mila reperti esposti al
museo "Orsi" sono presentati secondo un rigoroso criterio cronologico
e topografico. Tra di essi da segnalare gli scheletri di due elefanti nani
trovati nella grotta di Spinagallo e i vasi della cultura di Thapsos per l’età
arcaica; i "kouros" e le "kore" di Leontinoi e la
"kourotrophos" (Dea madre che allatta due gemelli) di Megara Hyblaea
del periodo della colonizzazione dei greci; la splendida Venere Anadiomene copia
romana di un originale greco della scuola di Prassitele e il cavalluccio
bronzeo del VII secolo scoperti a Siracusa.
I TEMPLI GRECI
All’ingresso
di Ortigia i resti dell’imponente tempio di Apollo, ritenuto il più antico
tempio dorico della Sicilia, risalente all’inizio del VI secolo a.C. In via XX
settembre, poco distante dall’Apollonion, i resti della porta urbica che apriva
la via sacra che collegava i due templi di Ortigia, quello di Apollo e quello
di Atena, oggi il Duomo. Il tempio di Atena è un periptero esastilo (cioè con
sei colonne sul lato più piccolo e quattordici sul più grande) oggi inglobato
nella struttura del Duomo e fu costruito nella parta più alta dell’isola
popolata, come vuole la tradizione, dalle quaglie, volatile sacro ad Atena.
Sulla terraferma, visibile dalla parte più alta di Ortigia ai tempi dei greci,
il tempio di Giove Olimpico (Olympierion) era collegato alla città da una via
sacra. E’ uno dei templi più antichi di Siracusa: rimangono in piedi solo due
colonne doriche in uno scenario di suggestiva bellezza.
ARCHEOLOGIA NEL SIRACUSANO
Un viaggio nello spazio e nel tempo, attraverso le testimonianze della presenza e dell’attività dell’uomo nei periodi fondamentali della storia antica nel Mediterraneo. E l’uomo che aprì la via scientifica alla scoperta delle antichità di questa zona della Sicilia era un trentino. Paolo Orsi, a cui è intitolato il museo archeologico di Siracusa, arrivò in Sicilia nel 1886. A lui, fautore dell’archeologia scientifica, alla ricerca di reali corrispondenze storiche con le fonti, si deve l’avvio delle campagne di scavi in zone come Stentinello, Thapsos, Castelluccio, Finocchito e Pantalica. Pioniere dell’archeologia subacquea lungo il litorale del Siracusano fu il ligure Nino Lambogia. A lui si deve la scoperta del porto marmoreo di Siracusa e del canale dell’isolotto di Ognina. Alle ricerche di questi archeologi si deve il ritrovamento di importanti reperti custoditi al museo “Orsi” di Siracusa, dalle cui sale, nelle quali sono esposti 18 mila pezzi in rigorosissimo ordine cronologico e di provenienza, parte l’itinerario. Tra i pezzi esposti, un capolavoro puo considerarsi la Venere Anadiomene, copia romana del II secolo di una statua della scuola di Prassitele, celebrata anche da Guy del Maupassant. Da segnalare il Sarcofago di Adelfia, esposto in occasione del Giubileo: i suoi bassorilievi, risalenti al VI secolo dopo cristo, possono considerarsi il primo presepe della storia. Dopo il parco archeologico della Neapolis e la necropoli del Fusco, l’itinerario continua a Sud. A otto chilometri da Noto le mura difensive e il teatro lineare di Eloro. A un chilometro la colonna Pizzuta, monumento funebre di epoca ellenistica e, poco distante, i mosaici della villa romana del Tellaro. Il viaggio nella cultura iblea dei Siculi comincia a 10 chilometri da Noto, dove ci sono le tracce di Finocchito, distrutto dai Siracusani nel V secolo. Ancora più nell’interno, il villaggio di Castelluccio, da cui trae nome la cultura della prima età del Bronzo, i cui reperti sono caratterizzati da ceramiche con decorazioni scure su fondo giallastro. A Palazzolo il parco archeologico di Akrai, col suo teatro, l’agorà e due latomie. Interessante, ed avvolto da un’aurea di mistero, il ciclo dei dodici santoni, sculture rupestri dedicate alla dea Cibele. Vicino Akrai l’antica Casmene. Pantalica è una fortificazione naturale in un paesaggio dalla bellezza selvaggia circondata da un’enorme necropoli al alcuni chilometri da Ferla. Più a Nord la città di Leontinoi, col suo sistema di fortificazioni a tenaglia. Sul mare, invece Megara Hyblaea, distrutta dai Siracusani e ricostruita in epoca ellenistica per essere cancellata dai romani. Poi a Sud, forse la più importante scoperta di Orsi, il villaggio di Thapsos, che ebbe vita tra il 1400 e l’800 a.C.

LE FESTE
POPOLARI
La
fede si mescola a superstizioni e leggende, la devozione si lega a secolari
tradizioni, a sovrapposizioni di secolari culti, nella memoria di antiche
tradizioni contadine. In provincia di Siracusa accade lo stesso che in altre zone
della Sicilia. Ed anche una città ormai moderna e laicizzata come Siracusa a
dicembre e a maggio si stringe intorno alla sua patrona, Santa Lucia. Il 13
dicembre un’imponente processione parte dal Duomo a Ortigia per raggiungere la
basilica di Santa Lucia fuori le Mura. Una settimana dopo si svolge il percorso
inverso, con la santa portata a spalla dai “berretti verdi” della Confraternita
dei falegnami. Il corteo è concluso dalla “Carrozza del Senato” in stile
rococò, con staffieri e paggi in livrea. Alla processione partecipa ormai
tradizionalmente la Lucia di Svezia, reginetta della luce che arriva dal paese
scandinavo. La prima domenica di maggio Santa Lucia delle quaglie, un volo di
colombe lasciate libere davanti alla santa dai giardini dell’Arcivescovado.
Intensa la devozione in tutta la provincia per San Sebastiano. La festa più
sentita, però, è quella di Melilli, nella notte tra il 3 e il 4 maggio, con
l’arrivo al santuario dei “nuri”, i fedeli che giungono a piedi anche dai più
remoti centri della provincia. San Sebastiano si celebra anche a Palazzolo il
10 agosto, ed è la festa degli immigrati che tornano a casa. Una festa grande,
anche per l’impegno economico necessario per non essere da meno ai
“sampaulisi”, i fedeli di San Paolo, patrono della città dal 1689, la cui festa
si celebra il 29 giugno. Alle 13 in punto, come avviene per la festa del
“rivale” l’uscita spettacolare del simulacro, tra fragore di bombe e una
tempesta di “nzareddi”, fettucce di carta colorata con la scritta “San Paolo patrono
di Palazzolo”. A Palazzolo anche un carnevale di lunga e apprezzata tradizione,
come è pure per Avola. A Noto, oltre alla festa del patrono San Corrado
Confalonieri l’ultima domenica di agosto, nella seconda decade di maggio
l’”Infiorata” di via Nicolaci.
LE RISERVE
NATURALI
L’itinerario
naturalistico della provincia di Siracusa comincia dalla riserva del
Ciane-Saline, alle porte della città. E’ gestita dal 1984 dalla Provincia regionale
ed è stata istituita per rivitalizzare e proteggere il papiro, pianta acquatica
di origine egiziana , forse introdotta in zona già nel III secolo a.C., del
quale lungo le rive del fiume cresce la più grande colonia in Europa. Di grande
suggestione la fonte del fiume Ciane, una polla d’acqua profondissima,
caratterizzata dal colore azzurro che da il nome al corso d’acqua, circondata
dal verde dei papiri e delle altre piante acquatiche. Il fiume Ciane può essere
risalito dalla foce con le barche a remi. Un percorso che ha incantato numerosi
viaggiatori dal XVII secolo sino ad oggi.
Ad una quarantina di chilometri a Sud di Siracusa la Riserva naturale orientata ed oasi faunistica di Vendicari, in territorio di Noto, presenta ambienti diversi: un litorale sabbioso caratterizzato da una serie di dune, un tratto roccioso ed una parte comprendente alcuni acquitrini salmastri che costituiscono una delle zone umide più belle ed integre della Sicilia. La riserva, gestita dall’Ispettorato ripartimentale delle foreste della Regione siciliana, è soprattutto una stazione di sosta per gli uccelli migratori, tra cui fenicotteri, aironi, gru, pellicani, anatre. Sono 200 le specie sino ad oggi osservate.
A pochi chilometri da Avola la Riserva di Cava Grande del Cassibile è un canyon profondo in media 250 metri che si inoltra per 10 chilometri nel tavolato degli Iblei. Lungo le pareti rocciose dell’ultimo tratto una necropoli con 2000 tombe a grotticella del XI-IX secolo a.C. costituenti la necropoli del Cassibile. Ai margini del fiume, che scorre creando una serie di laghetti intervallati da cascatelle, crescono i platani orientali, altrove quasi del tutto scomparsi. A Cava grande si arriva da Avola Antica, da dove si snoda un sentiero che porta sino in fondo alla gola in un percorso da trekking non molto spinto.
All’estremo limite sudorientale della Sicilia, l’isola di Capo Passero è una riserva naturale gestita dall’Ente fauna siciliana. Lunga quasi un chilometro e mezzo, ha un’ampia spiaggia e un lungo litorale roccioso. Sulla sua superficie, dominata da una fortificazione del XVII secolo, crescono interessanti specie vegetali.
Area di vastissimo interesse archeologico, geologico e botanico è la riserca di Pantalica e della Valle dell’Anapo, gestita dall’Ispettorato alle foreste, compresa nei territori di Ferla, Sortino, Cassaro e Buscemi. Altre aree del territorio, inserite nel Piano regionale delle riserve, attendono l’emanazione dei decreti istitutivi. Si tratta del complesso speleologico di Sant’Alfano, a Villasmundo; la grotta Palombara, vicino Belvedere; la grotta Monello, in contrada Perciata di Siracusa, di notevole importanza per il ricco decoro di stalattiti e stalagmiti; le Saline di Priolo, dove sverna avifauna migratrice; l’Isola delle Correnti, a Sud di Portopalo. Di interesse anche le zone del boschi Santa Maria e Pisano, a Buccheri, di Baulì, a Palazzolo; i pantani Longarini e Morghella a Pachino, il biviere di Lentini e i Monti Climiti, già sottoposti a vincolo dalla Soprintendenza ai beni culturali ed ambientali di Siracusa.
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SERVIZI TURISTICI |
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File n° 135 |
Denominazione viaggio: Londra-Siracusa |
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Clienti: Signori Hatton e Landers Periodo: 15 Giugno 20
Giugno |
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SERVIZI |
COSTI COMPLESSIVI |
N°
MEDIO PAX |
COSTO PER PAX |
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AEREO |
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22000 |
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50 |
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440 |
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PULMAN |
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750 |
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50 |
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15 |
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GUIDA |
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430 |
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50 |
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8.6 |
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PERNOTTAMENTI |
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54250 |
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50 |
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1085 |
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MUSEI |
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400 |
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50 |
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8 |
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SPESE GENERALI |
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550 |
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50 |
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11 |
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COSTO TOT. |
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78380€ |
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1567.6€ |
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Sconto per passeggero: 10% |
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Costo Tot. Viaggio per
passeggero: 1410.48 € |
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I BAGNI EBRAICI DELLA GIUDECCA
I
VICOLI DI ORTIGIA

Un percorso ellittico scavato nella viva roccia conduce alla polla d’acqua dei bagni cultuali ebraici della Giudecca. Scavati nel sottosuolo dell’antica sinagoga, sulla quale, dopo il 1492 (anno nel quale Ferdinando II il Cattolico espulse tutti gli ebrei) fu costruita la chiesa di San Filippo Apostolo, oggi in via della Giudecca. I bagni ebraici furono realizzati utilizzando antichi ipogei paleocristiani, riadattati ad ospitare il rito delle abluzioni delle donne dopo il parto. Il rito ebraico, infatti, prevede che l’acqua piovana raccolta per questo genere di abluzioni non debba essere toccata dall’uomo. Siracusa ospitò a lungo la più grande comunità ebraica in Sicilia. Dalla metà del XV secolo, quando erano un quarto della popolazione di Siracusa, furono trasferiti da Akradina ad Ortigia, dove esercitarono le loro attività di venditori di stoffe ed orafi.
MONUMENTI
ROMANI
Il
Parco archeologico della Neapolis custodisce anche parte delle vestigia romane
di Siracusa. L’anfiteatro
romano
,
scoperto nel 1839, si fa risalire al I secolo d.C., ed è la terza struttura del
genere per grandezza, dopo il Colosseo e l’arena di Verona. Spicca, tra un
gruppo di tombe romane di epoca imperiale, quella che si è voluta identificare
come la tomba di
Archimede
.
Si tratta, invece, di un colombario romano del I secolo. La vera tomba di
Archimede, descritta da Cicerone come un cippo con la figura di una sfera e un
cilindro, è andata persa. Lungo via Elorina, il Ginnasio romano del I secolo
d.C., nel luogo che alcune fonti indicano ci fosse la tomba di Timoleonte.


LE NEAPOLIS
L’ara di Ierone fu fatta
costruire dal tiranno nel periodo di pace che seguì le guerre puniche. Lunga uno
stadio (198 metri) l’ara consisteva in un gigantesco ripiano di roccia su cui
per le celebrazioni Eleutèrie (Zeuss liberatore) venivano sacrificati oltre 400
tori. Nell’area del parco archeologico la latomia del Paradiso, l’enorme cava
di pietra da cui furono estratti nel corso del secoli 850 mila metri cubi di
roccia calcarea, utilizzata per costruire la città. Nella latomia l’Orecchio di
Dionisio, una grotta artificiale a forma di esse, lunga 65 metri e alta 23. A
darle questo nome fu Caravaggio, che la visitò e notò la sua caratteristica di
amplificare anche il più minimo rumore. Attigua, la grotta dei Cordari, che
prende il nome dall’ormai scomparso mestiere degli annodatori. Accanto alla
latomia dell’Intagliatella, la più piccola latomia di Santa Venera, trasformata
in un rigoglioso giardino. Una fitta vegetazione caratterizza anche la latomia
dei Cappuccini, nella parte della balza di Akradina più vicina al mare. Il Parco archeologico della Neapolis custodisce anche
parte delle vestigia romane di Siracusa. L’anfiteatro romano
,
scoperto nel 1839, si fa risalire al I secolo d.C., ed è la terza struttura del
genere per grandezza, dopo il Colosseo e l’arena di Verona. Spicca, tra un
gruppo di tombe romane di epoca imperiale, quella che si è voluta identificare
come la tomba di
Archimede
.
Si tratta, invece, di un colombario romano del I secolo. La vera tomba di
Archimede, descritta da Cicerone come un cippo con la figura di una sfera e un
cilindro, è andata persa. Lungo via Elorina, il Ginnasio romano del I secolo
d.C., nel luogo che alcune fonti indicano ci fosse la tomba di Timoleonte.

E’ molto scenografica per gli effetti di
luce, per la policromia della roccia e per lo svariato genere di piante che vi
crescono. Il nome deriva dagli artigiani che vi operavano fino a poco tempo
fa.
ORTIGIA
MEDIELVALE
A
Ortigia del periodo medioevale restano poche ma interessantissime
testimonianze. Palazzo Greco, edificato nel XIV secolo, con un’elegante loggia
d’angolo con una fontana, oggi è sede dell’Inda (Istituto Nazionale Dramma
Antico). Quasi di fronte la chiesa di San Cristoforo, di stile chiaramontano.
In via Mirabella la chiesa normanna di San Tommaso, costruita nel 1199. E’ invece
considerato uno dei simboli della Sicilia trecentesca palazzo Mergulese
Montalto
,
donato ai Montalto da Costanza d’Aragona. Fu smantellato nel XIX secolo palazzo
Migliaccio, del cui prospetto in via Picherali si conservano soltanto i motivi
a zig zag di pietra lavica nera alternata a calcare bianco. In via Cavour palazzo
Abela. La chiesa di San Martino, nata come basilica paleocristiana, poco
distante da palazzo Bellomo (sede della galleria regionale), costruito forse da
Federico II, diventò nel 1365 di proprietà della famiglia Bellomo.
RAPPRESENTAZIONE
E DESCRIZIONE DEI LUOGHI CARATTERISTICI
DEL SIRACUSANO…
IL SANTUARIO
DELLA MADONNA DELLE LACRIME

Punto di riferimento visivo per la città, il santuario della Madonna delle Lacrime è stato completato secondo il progetto degli architetti francesi Andrault e Parat nel 1994. La cerimonia di consacrazione di uno dei più importanti tempi mariani del Sud fu presieduta da papa Giovanni Paolo II. Il culto della Madonnina a Siracusa nacque nel 1953, quando in una casa di via degli Orti, nella zona della Borgata Santa Lucia, in una modesta abitazione un’effige di gesso della Madonnina cominciò a sgorgare lacrime. Oggi il santuario della Madonna delle Lacrime è uno dei più importanti per il culto di Maria nel mondo. Il tempio, progettato negli anni Sessanta, ha una pianta circolare di 90 metri e la sua guglia, sulla quale è stata posizionata una statua della Madonna, domina la città da quasi 100 metri d’altezza. Tra le 19 cappelle della cripta anche la prima di rito bizantino in una chiesa di rito latino in Italia. E’ caratterizzata da un’iconòstasi con le figure tradizionali del rito greco bizantino, con Cristo e la Madonna. Particolarità dell’iconòstasi del santuario la presenza delle icone della patrona Santa Lucia e di San Marciano, primo vescovo della città.
TRINACRIA
ALLA RICERCA DELLO STEMMA DIMENTICATO




La Trinacria simbolo per millenni - una
radicata ed appassionata tradizione
siciliana vuole che il triscele arcaico, cioè quella strana figura composta da una
testa di donna da cui si irradiano in giro simmetrico tre gambe umane piegate
al ginocchio - della Sicilia, nozione della forma geografica triangolare
dell'isola trova una sua raffigurazione simbolica nel mostro a tre gambe,
trìquetra (a tre vertici o triangolare). Infatti, per la sua particolare
configurazione geografica, caratterizzata da tre promontori, Pachino, Peloro e
Lilibeo, ben si adatta a quella figura, a cui i romani imposero lo stesso nome
aggettivale dell'Isola. Da questa configurazione a tre vertici venne il nome di
Triquetra o Trinacria che diede, forse in epoca ellenistica, quella
rappresentazione strana e caratteristica al tempo stesso, di una figura
gorgonica a tre gambe, adottata perfino in alcune monete dell'antichità
classica, e divenuta poi il simbolo ufficiale dell'isola. Per contro i filologi
sostengono che quest'ultima denominazione è impropria, mentre è più corretta
quella greca di Triskéles , traducibile in “tre gambe”.