P.O.F. 2007/8
Il Piano dell’Offerta Formativa è l’insieme delle scelte didattiche ed organizzative nonché dei criteri d’utilizzazione delle risorse che la Scuola mette a disposizione degli “utenti” per dare loro un servizio efficiente e trasparente. Il P.O.F. si ispira ai principi della Carta Costituzionale e trova i suoi presupposti nella legge n. 59/97 e successivo Regolamento recante norme in materia di autonomia delle Istituzioni scolastiche e nel D.P.R. n° 275/99 che perseguono lo scopo di istituire un nuovo rapporto tra le Istituzioni scolastiche e i cittadini che fruiscono del servizio dell’istruzione. Questo nuovo rapporto si deve basare sui principi di “trasparenza”, “efficacia”, “efficienza”, ai quali anche la Scuola, erogatrice di un pubblico servizio, si deve uniformare. È convinzione del Collegio dei docenti di questa Scuola che l’esplicitazione e la pubblicizzazione degli obiettivi, delle modalità di organizzazione e del funzionamento dell’Istituto siano un presupposto di chiarezza per la stipulazione di quel “contratto formativo” che entrando in “esercizio”, vedrà impegnati da una parte la scuola in quanto erogatrice di servizio e dall’altra gli studenti, i genitori e le altre strutture che insistono sul territorio per attuare un modello di “educazione totale” che metta davvero il mondo della scuola in relazione con la società circostante e col mondo produttivo.
La scuola, come tutta la società italiana, attraversa un momento di profonda trasformazione, che sta mettendo a dura prova tutte le certezze di cui essa si credeva depositaria e pertanto le strutture, il personale docente e non, gli stessi utenti sono costretti ad adoperare aggiustamenti, modifiche e quant’altro per offrire un servizio qualitativamente migliore e più idoneo alle richieste e alle esigenze degli utenti e della società.
Prima di procedere alla stesura del P.O.F. e giungere alla definizione delle finalità e degli obiettivi propri della nostra Scuola, è stato necessario realizzare uno studio sul territorio per analizzare a fondo la realtà economico-sociale nella quale operiamo.
Tale lavoro ridurrà enormemente la distanza oggi esistente tra l’Istituzione scolastica e il mondo del lavoro verso il quale il nostro Istituto a pieno titolo vuole e deve sempre più rivolgersi.
Il P.O.F. del nostro Istituto e tutte le iniziative in esso contenute dunque mirano a:
- formare il cittadino responsabile e consapevole (l’uomo);
- fare acquisire le Conoscenze, Competenze e Capacità coerenti con l’indirizzo di studi (uomo economico);
- mettere tutti gli studenti nelle condizioni di completare il ciclo scolastico (uguaglianza);
- evitare l’abbandono e tentare il recupero dei meno fortunati (pari opportunità).
L’I.T.C. “A. Rizza” nasce come scuola statale nel lontano 1922 e dal 1935, anno in cui fu costruito il Palazzo degli Studi, si trova in questa sede. La severità della costruzione ben si addice alla serietà degli studi che nel corso degli anni hanno contraddistinto questa scuola.
Da sempre, in verità, nella nostra città si era sentita l’esigenza di istituire un corso di studi che offrisse ai giovani, specialmente a quelli che intendevano dedicarsi a determinate carriere del pubblico impiego, un’istruzione tecnica capace di legarsi al mondo del lavoro e formare così specialisti e tecnici abili nel portare la società imprenditoriale e l’economia sui livelli dei Paesi più progrediti.
Fin dalla sua istituzione l’Istituto ebbe un’accoglienza favorevole da parte degli utenti, come dimostra l’affluenza d’iscritti che si è mantenuta costante e su livelli abbastanza elevati nel corso degli anni. Grazie alla serietà degli studi e alla disponibilità di un personale qualificato e attivo, nel corso dei decenni è aumentato il prestigio e la considerazione presso i cittadini aretusei, fino a diventare una struttura portante, un punto di riferimento sicuro per tutta la Scuola siracusana. È infatti dall’Istituto “Rizza” che negli anni ‘60 nasce il nuovo Istituto Tecnico per Geometri “Filippo Juvara”. Non sarà l’unica gemmazione: negli anni ’70 sarà la volta della nascita dell’Istituto Tecnico Industriale per Periti Chimici “E. Fermi” (inizialmente anch’esso ospitato nei locali del “Rizza”) e lo sdoppiamento di una sezione staccata del “Rizza” in un secondo Istituto Tecnico Commerciale, l’attuale “Filadelfo Insolera”. Le mutate condizioni economiche (dinamicità imprenditoriale, sviluppo del terziario, ecc.) spinsero molti ragazzi dai paesi vicini a spostarsi a Siracusa per frequentare le scuole superiori e l’I.T.C. fu un punto d’arrivo per molti ragazzi provenienti dalla piccola e media borghesia dei centri della provincia che trovano questo corso di studi idoneo a sviluppare le attività economiche e adatto per trovare un rapido impiego nel variegato mondo dell’attività economica del territorio.
La presenza continua di tanti giovani, provenienti da centri vicini, è stato ed è un motivo di crescita sociale e culturale, nonché un’occasione di scambio di conoscenze tra persone che portano esperienze diverse. Per offrire un servizio più moderno e più rispondente alle nuove esigenze economiche e sociali è stato introdotto il Corso IGEA (indirizzo giuridico, economico, aziendale) in sostituzione del vecchio indirizzo Amministrativo. Per venire incontro alle richieste sempre più insistenti di giovani lavoratori è stato attivato un frequentato corso serale facente capo al Progetto Sirio. Dall’anno scolastico 2000/2001 è attivo, inoltre, il corso ITER (tecnico per il turismo) orientato a creare una professionalità intermedia tra l’operatore di tipo esecutivo e il dirigente nel settore turistico.
Il territorio della provincia aretusea comprendente 21 comuni, è caratterizzato da un punto di vista insediativo dalla presenza del capoluogo che presenta una popolazione di circa 130.000 abitanti, pari a circa un terzo dell’intera provincia.
Il carattere monocentrico dell’area deriva soprattutto dalla speciale conubarzione industriale e produttiva che lega Siracusa al centro di Augusta attraverso Priolo e Melilli.
Nell’area attrezzata di questo triangolo industriale è localizzato uno dei più grandi agglomerati petrolchimici d’Europa, con oltre l’80% dell’occupazione manifatturiera della provincia. Una simile forza industriale ha prodotto nel tempo spostamenti di popolazione verso i comuni della costa e pendolarismo giornaliero.
Sistema produttivo
Dal punto di vista produttivo, il territorio provinciale del siracusano individua:
• un comprensorio a vocazione agricolo-alimentare centrato in Lentini, Carlentini, e Francofonte, ove stanno cominciando ad assumere un ruolo di rilievo le attività artigianali ad essa collegate;
• una fascia agricola nell’entroterra costiero (Avola, Floridia, Solarino, Canicattini) dedita alla coltura di agrumi, frutta, mandorli, e olivi con forte propensione allo sviluppo dell’agriturismo;
• un comprensorio montano (Palazzolo, Buscemi, Buccheri, Ferla, Cassaro, Sortino), ove emergono con forza vocazioni alo sviluppo del settore artigianale legato alle economie del turismo rurale;
• un comprensorio agricolo (Noto, Rosolini, Pachino, e Portopalo) con forte vocazione turistico-culturale e naturalistico-balneare.
La deindustrializzazione è un fenomeno che, a partire dalla fine degli anni ’70, ha coinvolto tutte le economie avanzate. Consiste in una continua e costante riduzione degli addetti nell’industria, accompagnata da una crescita nel terziario.
Questo fenomeno è stato guardato con timore ed è stato considerato responsabile di aver provocato, negli Stati Uniti, l’allargamento della forbice che divide i ricchi dai poveri e, in Europa, l’aumento della disoccupazione.
Ciò ha dato luogo ad un intenso dibattito che ha creato strane divisioni e alleanze tra gli economisti e all’interno della società.
Gli economisti europei (Wood, Freeman, etc.), sostengono che la deindustrializzazione sarebbe stata causata dalla globalizzazione e dalla crescita del commercio tra il Nord e il Sud del mondo. Sarebbe, cioè, il risultato dello spostamento delle produzioni che richiedono lavoro a bassa specializzazione dai Paesi avanzati nei Paesi in via di sviluppo. Ciò ha contribuito ad accrescere il ruolo di questi Paesi nel mercato mondiale ma ha provocato elevata disoccupazione in Europa.
Gli economisti americani (Rowthorn e Ramaswamy, Wells, etc.), al contrario, sostengono che la deindustrializzazione non sarebbe stata generata dalla nuova struttura degli scambi internazionali ma deriverebbe dalle differenze nelle dinamiche di produttività tra terziario e industria (la produttività nell’industria risulta elevata grazie alla diffusione dell’informatizzazione e dell’automazione nelle imprese, alle innovazioni di processo e di prodotto…). Sarebbe cioè il risultato naturale dell’evoluzione del sistema economico e dell’aumento della richiesta dei servizi da parte della società e non va vista come un fenomeno negativo.
Studiando l’economia siracusana negli anni ed esaminando i cambiamenti realizzatisi nella struttura economica si rileva, a partire dalla metà degli anni ’70, il buon andamento del prodotto e dell’occupazione nei servizi, con il ruolo crescente del settore terziario rispetto a quello industriale.
Siracusa, che all’inizio degli anni ‘70 era tra le province siciliane più industrializzate ma meno terziarizzate, presenta oggi una quota dei servizi pari a circa il 65,9% del valore aggiunto (nell’industria il valore aggiunto è del 28%) e pari al 61,5% dell’occupazione totale (nell’industria l’occupazione totale è del 30,6%).
Questa analisi ha messo in luce (applicando il modello di Rowthorn e Ramaswamy) la trasformazione dell’apparato produttivo lungo le linee della produzione, dello sviluppo dei servizi, della diffusione e gestione di tecnologie, della diversificazione e verticalizzazione.
Ma il percorso è ancora lungo. Infatti, anche se il settore dei servizi è diventato il settore più importante, sia sul piano occupazionale che sul piano della partecipazione al reddito totale, in realtà la struttura del terziario è costituita principalmente dalla pubblica amministrazione e dal commercio; il settore del turismo, in termini occupazionali, rappresenta ancora un minima percentuale e il terziario avanzato non si è del tutto sviluppato. Inoltre appare ancora lento il processo di nascita ed espansione delle piccole e medie imprese manifatturiere dell’ “indotto” del polo petrolchimico.
Si può quindi, ipotizzare un percorso che i nuovi scenari della nostra economia e della nostra società impongono:
1. il superamento della monocultura petrolchimica, pur continuando a trarre valore dal polo petrolchimico che costituisce sempre un fattore di attrazione di investimenti e di sviluppo;
2. la verticalizzazione e la diversificazione delle imprese che favorisca la nascita delle piccole e medie imprese;
3. lo sviluppo del terziario in altre nicchie di mercato, quale, prioritariamente, il turismo – che potrebbe consentire un vasto e variegato mercato altamente redditizio grazie alle enormi potenzialità in termini archeologici, monumentali, ambientali e paesaggistici – ed il terziario avanzato, interno all’impresa, finalizzato alla flessibilizzazione del processo di industrializzazione, ed esterno, finalizzato al controllo e all’orientamento del processo di integrazione dell’impresa con l’ambiente.
Il Piano di
Sviluppo Sostenibile di Siracusa in corso di attuazione
a livello Comunale e provinciale con progetti e azioni di sviluppo urbano e
qualificazione ambientale rappresenta una concreta indicazione delle
prospettive future in grado di offrire
nuove opportunità occupazionali per le figure professionali del nuovo
ragioniere e perito commerciale e del tecnico per il turismo.
RICOGNIZIONE DELLE RISORSE E
CRITERI DI UTILIZZAZIONE 4
All’interno della scuola vengono individuate le seguenti tipologie di risorse:
1. Risorse umane e professionali
2. Risorse materiali
3. Risorse finanziarie
1. RISORSE UMANE E PROFESSIONALI
Le risorse umane e professionali sono costituite prevalentemente dal personale docente e dal personale amministrativo, tecnico ed ausiliario. Esistono anche altre figure professionali esterne all’Amministrazione scolastica che instaurano rapporti stabili, talvolta periodici, con la scuola e altre figure di esperti che intervengono per fornire un apporto qualificato nei campi di loro competenza per la trattazione di determinate tematiche. Tra i primi sono da considerare gli psicologi dell’A.S.L. (Azienda Sanitaria Locale), tra i secondi professionisti e membri di associazioni o esperti del settore universitario.
Gli esperti effettuano interventi portando il loro contributo di esperienza professionale rivolto agli alunni (attività di educazione alla salute, orientamento, corsi post-diploma, ecc.) o ai docenti (attività di aggiornamento).
Al personale docente con contratto di lavoro a tempo determinato o indeterminato, in base alla specifica competenza professionale e culturale, è attribuita la responsabilità del processo d’insegnamento nelle classi cui è assegnato nonché la responsabilità della vigilanza sugli alunni.
L’assegnazione dei docenti alle classi viene disposta dal dirigente scolastico, sulla base dei criteri stabiliti dal Collegio dei docenti, avendo come principale finalità il perseguimento delle migliori opportunità di formazione degli alunni.
I criteri individuati per l’assegnazione dei docenti alle classi sono i seguenti:
- continuità didattica intesa in termini di assegnazione del docente alla classe dalla quale proviene, ai fini di continuità metodologica e didattica;
- anzianità di servizio dei docenti;
- criteri di opportunità riferiti a particolari situazioni di incompatibilità, quali parentela, comportamenti, attitudini, orientamenti, competenze disciplinari, ecc.
Il Collegio dei docenti si articola in:
- Consigli di classe: sede privilegiata per la programmazione delle attività curricolari ed extra curricolari delle classi.
- Dipartimenti disciplinari: articolazioni permanenti del Collegio docenti con compiti di programmazione e organizzazione inerenti alle aree disciplinari.
- Commissioni: vengono istituite ogni volta che se ne verifichi la necessità. Esse svolgono una funzione preparatoria di delibere conclusive.
Nell’ambito del personale docente vengono nominati i collaboratori del Dirigente scolastico, i docenti titolari di funzioni strumentali al POF, i responsabili dei laboratori, i coordinatori dei Consigli di classe e dei dipartimenti disciplinari, i tutor.
Tra le risorse umane sono da inserire le figure professionali del personale A.T.A. che assolve alle funzioni amministrative contabili, gestionali, strumentali e di sorveglianza connesse all’attività didattica e formativa della scuola. Svolge i propri compiti in collaborazione con il capo d’Istituto e con il personale docente. Assicura una presenza individuale di ore 36 settimanali, con servizio di “sportello” anche pomeridiano in due giorni alla settimana.
In atto, l’Organico A.T.A. di questa scuola è composto da un Direttore S.G.A., sei assistenti amministrativi, quattro assistenti tecnici e nove collaboratori scolastici.
2. RISORSE MATERIALI
Le risorse materiali sono rappresentate dalle strutture e dai sussidi dei quali la Scuola ha disponibilità:
- Aule normali
- Aule speciali (video-proiezione, sportello ascolto, pronto soccorso, aula sede Cooperativa)
- Laboratorio linguistico
- Laboratorio linguistico multimediale
- Laboratorio di Fisica, Chimica, Scienze naturali
- 2 Laboratori trattamento testi
- 2 Laboratori per l’ Economia aziendale e la Matematica con postazioni multimediali.
L’Istituto dispone di un impianto di cablaggio, grazie al quale tutti i computer esistenti nei laboratori e nelle aule sono collegati in rete.
Le postazioni delle aule multimediali e le postazioni PC degli uffici amministrativi usufruiscono del collegamento Internet tramite linea ADSL.
I vari laboratori sono lo strumento educativo avanzato e rappresentano per molte materie d’insegnamento lo strumento di base che deve essere obbligatoriamente impiegato, per altre un valido ausilio. L’attività di insegnamento-apprendimento, articolata in interventi d’aula e in esercitazioni di laboratorio, stimola nell’alunno atteggiamenti positivi in grado di integrare armonicamente gli aspetti cognitivi (sapere) con quelli operativi (saper fare).
Nell’Istituto esistono:
• una palestra coperta e una all’aperto. Nella prima sono presenti spalliere a doppia campata, attrezzatura varia, una scala orizzontale sospesa; mentre in quella esterna si trovano strutture relative al gioco di pallamano, pallacanestro, volley e calcetto. Tali ambienti vengono utilizzati anche il pomeriggio dagli alunni per l’attività sportiva extracurricolare e anche dai docenti;
• una biblioteca con circa 5.000 volumi;
• una emeroteca;
• una videoteca;
• servizio
comodato d’uso dei libri scolastici (per l’a.s.
2007/08 sono stati forniti i testi a quasi il 50% degli iscritti);
• un servizio di telecamere a circuito chiuso.
La scuola dispone anche di:
• un servizio ristorazione per docenti e alunni la cui gestione è affidata in appalto a soggetti esterni, così come la pulizia dell’Istituto è affidata ad una cooperativa sociale di servizi.
3. RISORSE FINANZIARIE
Le risorse finanziarie sulle quali la scuola può attualmente fare riferimento sono le seguenti:
• fondi ministeriali, per l’attività di docenza;
• fondi regionali per migliorare l’offerta formativa;
• contributo provinciale per spese di funzionamento;
• fondi del Fondo Sociale Europeo (FSE);
• fondi del Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR)
• fondi del C.I.P.E;
• contributo versato dalle famiglie per il pagamento delle assicurazioni, dei libretti delle assenze e delle attività integrative;
• contributo annuale dell’Istituto di Credito che gestisce il servizio di cassa della scuola destinato a borse di studio per gli alunni meritevoli.
Due sono gli obiettivi generali dell’offerta formativa:
• fornire una preparazione tecnica nell’area economico-giuridica (Corso IGEA) e in quella turistica (corso ITER), in modo tale da ottenere una professionalità polivalente e flessibile;
• contribuire alla formazione della personalità del giovane ed allo sviluppo di tutte le sue potenzialità.
È intento della scuola offrire agli alunni non solo una mappa essenziale di conoscenze e di requisiti culturali indispensabili, ma anche una capacità di studio, di ricerca professionale e di interpretazione dei vari aspetti del sapere e della realtà.
Il lavoro consiste nell’impartire conoscenze, addestrare le facoltà razionali e potenziare le capacità di analisi, di sintesi e di valutazione.
L’attività didattico-educativa è prioritariamente finalizzata allo sviluppo di un metodo di studio efficace e al potenziamento delle capacità di osservazione, di ricerca, di analisi, di acquisizione di conoscenze professionali, onde sviluppare nel giovane tutte quelle abilità che potranno farne sia un professionista in grado di muoversi con disinvoltura nel mondo del lavoro caratterizzato da una complessità crescente, sia un cittadino attivo di fronte al continuo e rapido cambiamento della realtà sociale.
La nostra scuola è impegnata inoltre a rapportare gli orizzonti culturali dello studente alla tematica relativa al processo di integrazione europea sempre più attuale e alle dimensioni mondiali dei problemi della società contemporanea, a superare logiche particolaristiche ed etnocentriche, anche se i concetti di classe, di identità culturale e di appartenenza nazionale conservano tutta la loro valenza per la comprensione della realtà storica e del suo divenire.
L’Istituto, ancora, pone tra i suoi compiti primari lo sviluppo armonico della personalità dell’alunno e promuove la socializzazione intesa come capacità di vivere e di interagire con gli altri per un’integrazione interculturale in una società che, sotto l’aspetto etnico e socio-culturale, diviene sempre più composita e complessa per la presenza sempre più massiccia di persone provenienti da regioni extraeuropee con tradizioni, culture, religioni e filosofie di vita diverse dalle nostre.
Nell’ambito degli obiettivi e delle finalità sopra esplicitati, ciascun insegnante opera attenendosi alla programmazione educativa e didattica.
La programmazione educativa e didattica è un processo che, partendo dalle finalità e dagli obiettivi generali sopra esplicitati, concordati e condivisi nell’ambito del Collegio dei docenti, passando attraverso l’individuazione delle basi epistemologiche e dei nuclei fondanti delle singole discipline, individuati in seno ai Gruppi di lavoro dei Dipartimenti disciplinari, si trasferisce nei Consigli di classe, il cui compito prioritario è quello di scegliere e condividere gli obiettivi trasversali e pluridisciplinari più coerenti con la concreta situazione di partenza e con i traguardi da raggiungere attraverso il processo d’insegnamento-apprendimento da attuare nella singola classe. Infine, ogni docente procede alla elaborazione del piano di lavoro individuale tenendo conto del quadro programmatorio emerso dalle fasi collegiali precedenti.
La programmazione educativo-didattica è un processo dinamico che, attraverso periodiche verifiche e valutazioni, in itinere e finali, viene adattato e modificato per consentire una progressiva approssimazione agli obiettivi ed ai traguardi prefissati.
La funzione dell’insegnante che opera in una comunità scolastica nella quale si attua, oltre alla trasmissione della cultura, anche un autonomo processo di elaborazione di essa, per conseguire il pieno sviluppo della personalità dei giovani, anche in rispondenza dell’attuazione del diritto allo studio, si realizza in pieno nell’azione congiunta tra i docenti, quando si individuano i bisogni, le situazioni di partenza e gli obiettivi da raggiungere e da verificare di volta in volta.
La scuola è, pertanto, una comunità di cui il docente è componente di un gruppo operativo, mentre il Consiglio di classe ha il compito della gestione della classe; è in seno al Consiglio di classe che ciascun insegnante, dando il proprio contributo, armonizza la sua azione con quella dei colleghi e, nell’ambito garantitogli dalla legge, avanza proposte, fornisce suggerimenti, riceve apporti dagli altri arricchendo così la sua preparazione professionale. Operando in questo modo il perseguimento degli obiettivi educativi comuni o trasversali non è assegnato ad una singola disciplina, ma a tutte.
a) Area umanistico-comunicativa
Il traguardo formativo di quest’area disciplinare è di fare apprendere agli studenti tutti i meccanismi, le regole grammaticali e le sintattiche della lingua italiana e di almeno altre due lingue comunitarie per potersene servire in maniera completa e con padronanza in qualsiasi momento, nonché l’apprendimento dei vari linguaggi settoriali, in particolare economico e commerciale, tanto utili in questa società altamente qualificata e specializzata, per capire e decodificare la moltitudine dei messaggi sempre più complicati e criptici che ci investono quotidianamente. L’articolo del giornale, la relazione sul posto di lavoro, la lettura di una poesia, una trasmissione televisiva, ecc. ci mettono giornalmente di fronte a tutta una serie di difficoltà che sicuramente non avevano i nostri genitori.
La conoscenza delle lingue straniere costringe gli studenti e gli insegnanti ad utilizzare registri e regole linguistiche diverse, a confrontarle con le nostre e a ricevere e a dare un insegnamento della lingua non statico, ma altamente dinamico.
L’Unione Europea ha costretto tutti ad improntare l’insegnamento in modo meno cattedratico, più scientifico, a tenere conto delle realtà degli altri componenti dell’Unione. Nel triennio l’educazione letteraria sarà arricchita da una dimensione storica più approfondita ed avrà un carattere preminente, ma non esclusivo.
A quell’età si sviluppano il senso del gusto e del bello, nuove e più prepotenti sensibilità e curiosità culturali, per questo il compito dell’insegnante non è quello di riempire di notizie e di informazioni i ragazzi, ma di canalizzare e sviluppare le loro aree d’interessi.
Lo studio della letteratura pertanto servirà come mezzo e non come fine per realizzare gli obiettivi propri della materia quali crescita umana, conoscenza delle proprie radici, confronto con la produzione letteraria degli altri popoli, oltre naturalmente all’affinamento e al potenziamento delle capacità comunicative scritte e orali riferite sia ai testi letterari che professionali e, più in generale, alla maturazione personale.
Non separabile dalla letteratura è la Storia che non è soltanto studio del passato, ma strumento valido per conoscere il nostro presente. Il presente non è isolato, ma è il frutto dell’esperienza delle generazioni che ci hanno preceduto.
Lo sviluppo della civiltà occidentale è il risultato della cultura e dell’esperienza dei secoli passati senza i quali non ci sarebbe l’oggi con la sua alta tecnologia. Lo studio e la conoscenza di questi processi è il fine delle materie dell’area linguistico-comunicativa.
Lo studio delle lingue straniere è indispensabile per formare cittadini in possesso di abilità necessarie a condividere i problemi di una società globale multirazziale e multiculturale, a sviluppare e fare riflettere gli studenti sul confronto diretto fra la propria cultura e le altre culture, non solo europee ma globali.
b. Area tecnico-scientifica
L’insegnamento scientifico nell’indirizzo giuridico - economico - aziendale è impartito attraverso le discipline: matematica, scienza della materia, scienza della natura (queste ultime limitate al biennio), con un numero di ore di insegnamento che consente di fornire agli studenti una solida preparazione scientifica, non dovuta tanto alla quantità di nozioni quanto all’acquisizione del metodo scientifico. A tale proposito si deve sottolineare che l’insegnamento della matematica e delle scienze, soprattutto nel biennio, ha un carattere sperimentale che ribalta il metodo tradizionale, consistente nel fare eseguire agli studenti delle esperienze relative ad un argomento già trattato, che si presenta quindi conosciuto e che è qui approfondito.
Oggi, sempre più spesso, si procede in modo che l’oggetto dell’esperimento sia nuovo per gli studenti; solo dopo un’adeguata sperimentazione sono presentate ipotesi e successivamente formulate leggi e teorie.
Si tende a porre maggiormente l’attenzione sulle attività pratiche e di laboratorio piuttosto che sull’accumulo di conoscenze e abilità, incoraggiando gli alunni a programmare esperimenti, ad osservare, a discutere, a proporre congetture anziché abituarli ad accogliere passivamente la presentazione di risultati e interpretazioni standardizzate.
Gli argomenti sono affrontati in forma problematica e lo studio dei fenomeni complessi è impostato attraverso la loro scomposizione in fenomeni semplici, per arrivare ad una comprensione globale delle cose.
Un apprendimento basato su problemi comporta, per lo studente, attività di laboratorio finalizzata ad abituare alla collaborazione, al confronto, al lavoro di gruppo e concepita come ambiente che mette a disposizione strumenti e metodi per organizzare esperienze rivolte ad affrontare e risolvere problemi.
Il laboratorio è l’interfaccia tra lo studente e la realtà; esso abitua sia gli studenti che gli insegnanti a descrivere la realtà in modo appropriato, al fine di sviluppare una conoscenza via via sempre più ampia. Da quanto detto, si deduce che il presupposto per la realizzazione di tali obiettivi è una struttura efficiente data da laboratori funzionanti e periodicamente aggiornati.
La scuola, in funzione della continua evoluzione scientifica e tecnologica, provvede a munire gli studenti degli strumenti e delle abilità di base per operare sui dati, organizzarli e rielaborarli. Il Corso IGEA con l’insegnamento delle discipline “Economia aziendale” e “Trattamento testi e dati” indica come obiettivo formativo del laboratorio d’informatica quello di rendere gli studenti “utenti intelligenti” dei sistemi di elaborazione di informazioni.
Attraverso l’uso diretto del computer, gli allievi devono essere in grado di utilizzare i pacchetti applicativi per la tenuta della contabilità e delle procedure, per redigere moduli aziendali, far ricorso alle tecniche di analisi, di rappresentazione ed elaborazione dei dati, saper compilare documenti, interpretarne il significato, facilitarne il controllo, la classificazione e la corretta archiviazione; inoltre i futuri ragionieri sapranno navigare in Internet.
La multimedialità mette di fronte ad un’enorme quantità d’informazioni ed abitua gli studenti al lavoro di ricerca, favorisce l’interdisciplinarietà, potenzia le possibilità e le capacità di autonomia nel ricercare, analizzare, selezionare dati e affrontare problemi vari connessi con la futura professionalità.
L’insegnamento della disciplina “Trattamento testi e dati” più di altri si presta alla interdisciplinarietà: il tipo di contenuti consente di modificare in itinere la programmazione per meglio adeguarla alle classi e allo svolgimento dei programmi dei Colleghi. Qualunque argomento può essere inserito (ad es. in matematica ed in economia aziendale il foglio di calcolo, in italiano l’impaginazione di un articolo o una relazione, ecc.), e gli allievi verificano in questo modo come il loro apprendere sia finalizzato a realizzazioni pratiche e ad attività che s’incontrano nella realtà giornaliera.
c. Area giuridico-economico-aziendale
I concetti fondamentali dell’attività economica, l’analisi di alcuni elementi tipici della produzione e dello scambio, l’esame dell’azienda, delle fondamentali attività che la caratterizzano, nonché le principali funzioni con le indispensabili applicazioni relative ai calcoli finanziari, ai mezzi di pagamento cambiari e non, costituiscono in linea di massima i contenuti fondamentali dell’economia aziendale.
Lo studio sistematico di tali argomenti fornisce una visione organica ed essenziale dell’operare d’impresa; traccia le linee portanti della disciplina per cogliere i collegamenti più importanti fra le manifestazioni dell’attività aziendale e le caratteristiche dell’intero sistema economico.
Nel triennio, poi, vengono approfonditi gli argomenti riguardanti l’analisi delle aziende di cui si analizzano i soggetti, l’ambiente, ecc. Si chiariscono le caratteristiche delle forme d’investimento e si sviluppano i problemi di organizzazione e della gestione nei suoi vari aspetti; si introducono i calcoli relativi al reddito d’esercizio e del patrimonio e si approfondisce la conoscenza della funzionalità del sistema informativo integrato. Inizia lo studio dei principi della contabilità generale, di cui si prendono in considerazione le scritture di gestione, di assestamento, di chiusura, il bilancio di esercizio. Successivamente viene approfondita l’analisi delle aziende sotto il profilo dell’uso dei beni strumentali, della gestione del personale e della relativa imposizione fiscale.
Nella macroarea economica, l’economia aziendale, assume un posto di rilievo per il nostro tipo di studi. Essa, pur avendo una propria autonomia funzionale e didattica fa necessariamente numerosi rinvii ad altre discipline, quali il diritto commerciale, l’economia politica, il diritto tributario, ecc.
Per la determinazione del carico fiscale, l’economia aziendale non può, in alcun modo, prescindere dalle norme fissate sulla determinazione del reddito d’impresa, così pure per la costituzione e il funzionamento degli organi sociali; la procedura per la redazione ed approvazione dei bilanci, necessariamente deve far rinvio alle norme del Codice civile in materia societaria.
Attraverso lo studio del diritto e dell’economia si fornisce agli studenti un metodo di lavoro ed un quadro che supporti lo studio delle discipline tecniche; inoltre li si abitua a considerare i fenomeni studiati come manifestazioni tipiche della nostra società.
Numerose operazioni aziendali costituiscono l’oggetto di casi per i quali l’allievo, in possesso di conoscenze adeguate, deve essere in grado di analizzare e risolvere con professionalità.
Con il supporto, infine, dei mezzi informatici, l’allievo è proiettato in una realtà operativa virtuale che gli permette, dopo aver conseguito il diploma di inserirsi facilmente nel mondo del lavoro o, nella migliore delle ipotesi, il prosieguo degli studi universitari.
Grande importanza riveste l’uso sistematico delle macchine contabili e dei laboratori di informatica, nonché la presentazione e l’esame di materiale riguardante aziende reali.
Tutto questo formerà gli allievi e farà acquisire loro un ampio ed articolato quadro conoscitivo dell’azienda, vista in relazione all’ambiente in cui opera, alle sue strutture interne, alle funzioni e alle esigenze di un mercato del lavoro che diventa sempre più esigente e competitivo.
Lo studio delle scienze economiche, geografia economica compresa, condotto in stretta relazione con quello del diritto, data l’interazione esistente tra fenomeni giuridici ed economici, si pone inoltre l’obiettivo di promuovere sensibilità per le problematiche giuridico-economiche, nonché capacità di interpretarle nel loro evolversi e di effettuare scelte motivate in una visione globalizzante che tenga conto della maggiore o minore disponibilità delle risorse nonché del loro ottimale utilizzo.
La preoccupazione per quello che viene insegnato e per come viene insegnato è una costante della Scuola, sin dalle origini; tuttavia solo negli ultimi decenni il problema della “qualità” dell’istruzione ha assunto una valenza predominante. I progressi della metodologia didattica e il modo in cui vengono diffusi sempre più approfonditamente lasciano capire quanto la società moderna stia scommettendo sulla scuola e sulla sua capacità di essere strumento di formazione di un contesto che cambia continuamente e con esso i mezzi di produzione.
Accanto alla didattica un ruolo altrettanto importante assume la valutazione, da sempre elemento di tensione, lamentele e mugugni dei ragazzi e di dubbio da parte degli insegnanti. In questi ultimi decenni, sempre più sofisticati sono diventati i mezzi e i criteri per una corretta valutazione ed è diventata dominante la conoscenza della personalità dell’alunno, del suo percorso formativo oltre alla sua padronanza degli argomenti.
La valutazione rappresenta il momento più importante e più formativo dell’attività didattica, perché permette agli allievi di verificare il loro apprendimento, il loro progresso rispetto ai livelli di partenza e al docente di valutare le qualità dell’insegnamento-apprendimento.
È anche importante favorire i processi di autovalutazione in modo da rendere l’alunno consapevole delle sue capacità, dell’acquisizione e dello sviluppo delle sue abilità, competenze e conoscenze.
In tutte le classi viene attuata in maniera sistematica la valutazione in funzione formativa e in funzione sommativa. Con la prima si tenta di capire le difficoltà che lo studente incontra in itinere, con la seconda invece si vuole conoscere e misurare il livello di competenza raggiunto alla fine del complesso processo “insegnamento-apprendimento”.
Nella valutazione distingueremo forme e momenti diversi; le verifiche che seguono le prove orali, scritte o le esercitazioni pratiche, servono a misurare le capacità e le conoscenze raggiunte in relazione ad un lavoro definito negli obiettivi e nei contenuti. Tali verifiche saranno frequenti, progressive e serviranno anche per programmare eventuali interventi di recupero. Le prove utilizzeranno criteri di misurazione oggettivi, conosciuti da tutti e in anticipo, concordati nelle riunioni di programmazione dei Dipartimenti disciplinari e nei Consigli di classe.
Anche se la valutazione dello studente deve essere contestualizzata e messa in rapporto con le competenze degli altri alunni, tuttavia l’atto di accertamento deve essere sempre individuale.
La valutazione, quadrimestrale e finale utilizza tutti i dati ricavati dalle verifiche, i risultati delle osservazioni sistematiche e tutto quanto emerge dall’attività scolastica, come l’impegno, la partecipazione, la conoscenza, la competenza e il progresso ottenuto rispetto ai livelli di partenza.
Per verificare e valutare le competenze e le conoscenze acquisite saranno utilizzate le seguenti tipologie di prove:
- prove scritte in classe;
- esercitazioni scritte;
- interrogazioni tradizionali e interrogazioni brevi;
- questionari;
- test;
- ricerche individuali;
- simulazioni di situazioni operative;
- relazioni scritte.
La programmazione dell’attività didattica nel nostro Istituto, nei diversi livelli, prevede gli interventi di “recupero e sostegno” sia curricolare che extra-curricolare da attuarsi con la metodologia della “didattica breve” che attraverso la distillazione dei nuclei essenziali delle discipline sia idonea a far conseguire agli alunni più svantaggiati i livelli minimi per il passaggio alla classe successiva.
Ma accanto
a tale attività ormai da diversi anni è stato introdotto uno strumento
innovativo “lo sportello tutoriale” che consente un
sostegno didattico individualizzato finalizzato anche
alla valorizzazione delle eccellenze.
Tale sportello funziona in orario pomeridiano e garantisce la consulenza di docenti delle diverse discipline sia del biennio che del triennio. Gli studenti potranno richiedere interventi di supporto didattico ai fini di integrazione, di approfondimento e di potenziamento delle loro competenze.
INDIRIZZO IGEA
(giuridico-economico-aziendale) 9
Il nuovo ordinamento dell’indirizzo commerciale, denominato I.G.E.A. ha soppiantato i vecchi e gloriosi corsi per ragioniere e perito commerciale ormai obsoleti per il tipo di competenze richieste dalla società della globalizzazione.
L’istruzione tecnica è nata e si è sviluppata per rispondere a precise esigenze della realtà economica svolgendo la funzione di formare quadri intermedi per ambiti professionali consolidati e socialmente affermati come la figura del ragioniere. Tale vocazione l’ha resa sensibile ai cambiamenti.
Oggi, l’esigenza di formare ragionieri capaci di inserirsi in contesti aziendali diversi caratterizzati dalla presenza di fenomeni complessi e di mutamenti tecnologici ed organizzativi sta alla base del nuovo ordinamento dove lo spirito è quello di proporre insegnamenti rivolti a dare competenze trasversali.
L’indirizzo IGEA presenta, rispetto al vecchio corso amministrativo, un piano di studi più ricco ed articolato e di certo più rispondente alle necessità di chi opera nell’impresa, specialmente nel settore del terziario così ricco di fermenti e di cambiamenti continui. Forma, in sostanza, un nuovo ragioniere abituato ad usare le nuove tecnologie informatiche come strumento di lavoro, a padroneggiarle e a stare al passo con i tempi.
L’elemento caratterizzante dell’indirizzo è lo studio delle discipline giuridico-economiche per tutti i cinque anni del corso e dell’economia aziendale che viene impartita per un numero maggiore di ore rispetto al corso amministrativo; inoltre, l’unificazione della ragioneria e della tecnica nelle prime classi come pure avviene per il diritto e l’economia.
Un’altra caratteristica del corso di studi sono le due lingue straniere che si studiano per l’intero quinquennio e la disciplina della matematica che viene trasformata in “Matematica e Informatica”, con un aumento significativo delle ore. Vengono, inoltre, introdotte due nuove discipline: “Scienza della materia” e “Scienza della natura”. Naturalmente, anche le altre materie subiscono dei cambiamenti e delle innovazioni per adeguarle alle nuove esigenze della società in continuo cambiamento.
Un aspetto particolarmente rilevante nel nuovo indirizzo è l’interdisciplinarietà. Nell’ottica di una collaborazione estesa a tutte le discipline (almeno una dell’area comune e due dell’area professionale) si pone l’ “area di progetto” intesa come simulazione di situazioni reali che consente di perseguire obiettivi trasversali. Lo studente grazie all’ “area di progetto” il cui inizio è previsto nella quarta classe con proseguimento nella quinta e presentazione del lavoro come supporto agli esami di Stato, impara ad assolvere un compito complesso e interiorizza le conoscenze attraverso la loro applicazione.
La tipologia può assumere diverse forme, anche in considerazione degli interessi espressi dagli studenti, che vanno dall’indagine alla ricerca (scientifica, di mercato, di costume) fino alla realizzazione di un prodotto.
Il progetto può anche essere svolto su committenza esterna (ente pubblico o azienda) in modo da motivare e incentivare gli studenti.
- conoscenza completa di due lingue straniere di cui una è l’Inglese;
- conoscenza completa dell’uso del computer (acquisizione gratuita della Patente europea del Computer - ECDL);
- gestione della contabilità aziendale (anche al computer);
- analisi del bilancio d’esercizio;
- conoscenza della problematiche economico-giuridiche che riguardano l’Azienda.
Il Ragioniere e il Terzo Settore (Banche, Assicurazioni, Commercio, Servizi)
a) Il Diploma del Ragioniere per le capacità acquisite è il titolo di studio più specifico per inserirsi come lavoratore dipendente presso:
- BANCHE
- ASSICURAZIONI
- IMPRESE COMMERCIALI
- IMPRESE DI TRASPORTI
- AGENZIE TURISTICHE
- AGENZIE IMMOBILIARI
- STUDI PROFESSIONALI
- AZIENDE PUBBLICHE come: U.S.L., A.S.L., Enti locali in genere
b) Il Diploma di Ragioniere, a differenza di tutti gli altri diplomi, è l’unico che abilita all’esercizio del Commercio e dei pubblici esercizi.
Per cui, mentre normalmente chi vuole gestire in proprio un bar, un ristorante, un market, ecc. deve seguire un corso abilitante e sostenere un esame finale, presso la Camera di Commercio, il Ragioniere è già abilitato a svolgere tale funzione.
Dopo il conseguimento del Diploma di Ragioniere e 3 anni di Laurea breve universitaria si può accedere alla libera professione di Ragioniere Commercialista (con studio proprio).
Il Diploma di Ragioniere consente il prosieguo degli studi universitari in tutte le FACOLTÀ UNIVERSITARIE e l’accesso a tutti i DIPLOMI UNIVERSITARI (Lauree triennali), come pure al settore parasanitario (tecnici di laboratorio, tecnici di radiologia, fisioterapisti, ortottisti, infermieri professionali, ecc.)
INDIRIZZI ATTINENTI AGLI STUDI DEL RAGIONIERE:
- Economia e Commercio
- Economia Aziendale
- Scienze politiche
- Giurisprudenza
- Scienze Statistiche
- Informatica
QUADRO ORARIO
|
B I E N N I O |
||||
|
Discipline |
I |
II |
PROVE DI ESAME |
|
|
Religione – materia alternativa |
1 |
1 |
|
|
|
Italiano |
5 |
5 |
s. o. |
|
|
Storia |
2 |
2 |
o. |
|
|
Prima lingua straniera |
3 |
3 |
s. o. |
|
|
Matematica ed Informatica |
5 |
5 |
s. o. |
|
|
Scienza della materia e laboratorio |
4 |
4 |
s. o. |
|
|
Scienze della natura |
3 |
3 |
o. |
|
|
Diritto ed Economia |
2 |
2 |
o. |
|
|
Educazione fisica |
2 |
2 |
|
|
|
Totale ore area comune |
27 |
27 |
|
|
|
Seconda lingua straniera |
4 |
4 |
s. o. |
|
|
Economia aziendale |
2 |
2 |
s. o. |
|
|
Trattamento testi e dati |
3 |
3 |
p. |
|
|
Totale ore area indirizzo |
9 |
9 |
|
|
|
Totale generale |
36 |
36 |
|
|
|
T R I E N N I O |
||||
|
Discipline |
III |
IV |
V |
PROVE DI ESAME |
|
Religione – materia alternativa |
1 |
1 |
1 |
|
|
Lingua e letteratura italiana |
3 |
3 |
3 |
s. o. |
|
Storia |
2 |
2 |
2 |
o. |
|
Prima lingua straniera |
3 |
3 |
3 |
s. o. |
|
Seconda lingua straniera |
3 |
3 |
3 |
s. o. |
|
Matematica applicata |
4 |
4 |
3 |
s. o. |
|
Geografia economica |
3 |
2 |
3 |
o. |
|
Economia aziendale e laboratorio |
7 |
10 |
9 |
s. o. p. |
|
Diritto |
3 |
3 |
3 |
o. |
|
Economia politica |
3 |
2 |
|
o. |
|
Scienza delle finanze |
|
|
3 |
o. |
|
Educazione fisica |
2 |
2 |
2 |
|
|
Totale generale |
34 |
35 |
35 |
|
|
* SCRITTO = s - ORALE = o – PRATICA = p |
|
|
|
|
INDIRIZZO ITER
(tecnico per il turismo) 10
Il settore turistico coinvolge un numero crescente di persone e, particolarmente in Italia, rappresenta un’attività economica e culturale di tutto rilievo anche se il nostro Paese, nella graduatoria europea, è ancora al 3° o al 4° posto.
È quindi quasi obbligatorio continuare lungo una lenta ma sicura crescita della capacità di presentare e di far fruire, attraverso la presenza di Personale sempre più specializzato, il paese Italia.
Il profilo del tecnico per il turismo risponde a questa esigenza poiché è stato progettato in modo da formare personale preparato non solo a livello esecutivo, ma anche in compiti di coordinamento e promozione accompagnati da una connotazione relazionale e culturale.
Sono queste le caratteristiche fisiologiche e congenite della figura professionale del “TECNICO del TURISMO” in uscita dal nostro corso ITER, che per essere raggiunta nella sua più alta espressione punta su un curriculum appropriato che privilegia attività di stage presso sedi qualificate, le lingue straniere (vengono impartite tre lingue straniere con l’intervento anche di esperti di madrelingua), tutte quelle discipline attinenti allo studio del territorio e delle sue caratteristiche: arte e territorio, geografia del turismo, scienze della natura e del territorio, oltre a fornire una buona conoscenza della legislazione turistica e delle tecniche aziendali ed economiche del settore.
L’attività turistica abbraccia un settore complesso e portante delle attività del nostro Paese. Detto settore tratta attività rivolte alle persone che presuppongono competenze di tipo materiale (modulistica, organizzazione del trasporto, accoglienza, ristorazione, ecc.) e competenze di tipo promozionale del turismo in tutti i suoi aspetti: turismo culturale, ricreativo (giochi, tornei, animazioni), turismo legato alle tradizioni ed al folklore, alle caratteristiche gastronomiche dei luoghi, turismo alternativo.
Ciò che in tanta diversità costituisce un fattore unificante è la necessità, per il turista, di trovare sul posto chi possa farsi mediatore fra lui e il luogo in cui è venuto (o in cui intende andare e sostare) e che in genere non conosce: mediatore di informazioni, ma anche di assistenza, di guida, di consigli, di motivazioni, di svaghi. In una parola, un “tecnico dell’altrui vacanza”, qualcuno che per mestiere sappia comprendere, soddisfare, prevenire e – perché no? – far nascere i bisogni e le curiosità dei viaggiatori e che, al tempo stesso, sia in possesso delle capacità professionali ed organizzative per rispondere a tali domande.
QUADRO ORARIO
|
Discipline del piano di studi |
Note |
Ore settimanali per anno di corso |
Prove esame |
||||
|
I^ |
II^ |
III^ |
IV^ |
V^ |
|||
|
Religione / Attività alternative |
|
1 |
1 |
1 |
1 |
1 |
|
|
Italiano |
|
5 |
5 |
4 |
4 |
4 |
S. O. |
|
Storia |
|
2 |
2 |
2 |
2 |
2 |
|