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Il cibo come malinteso..(a cura di Marilia Di Giovanni) :
(antropologa del forum sul
caffè).
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..Siete
a San Francisco nel quartiere italiano di North Beach e decidete di andare
a mangiare pesce in uno dei ristoranti tipici. Entrate dunque da
"Michelangelo", vi sedete e trovate che l'atmosfera è calda e
accogliente. Il cibo, poi, è squisito. Come fanno a trovare il basilico
che ha lo stesso sapore qui e a Cefalù o a Messina, come fanno a trovare
i capperi? Hanno perfino i cannoli freschi, con la ricotta di pecora. Ma
qualcosa vi dà fastidio. In bella mostra sui tavoli liberi si aprono
vassoi di "Amaretti di Saronno". Vi chiedete tra voi e voi cosa
c'è che non va e poi vi rendete conto che nessuno in Italia metterebbe
mai degli amaretti così all'aria. I biscotti perdono subito la fragranza
e la consistenza che li distingue. Al cameriere che vi viene a chiedere
come avete mangiato rispondete "ottimamente", ma gli fate
rimarcare la storia degli amaretti. Il cameriere con vostro grande stupore
vi chiama il direttore. Costui arriva e vi dice: "Sono desolato, sono
jugoslavo, ma cosa volete, per sopravvivere qui a North Beach, sono
costretto a fare finta di essere italiano"... (F. La Cecla, Il
Malinteso. Antropologia dell'incontro, BCM, La Terza, Roma, 1997)
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