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Mangiare è vita! Si parla sempre più spesso di cibo e mai come ora ci sono stati tanti problemi ad esso legati, sia problemi personali (anoressia, obesità) che sociali (sicurezza del cibo, nuovi alimenti elaborati dalla tecnologia).
Che differenza
c'è fra mangiare, alimentarsi, nutrirsi? Il cibo accompagna molti aspetti della nostra vita. Non c'è momento importante della vita in cui non sia di rito consumare cibo (o almeno una bevanda) insieme: dal battesimo al funerale passando per la laurea o l'aver trovato lavoro, un atto notarile importante, una vincita, ritrovare un amico, un affare concluso, persino una delusione può essere consolata con una cena fra amici. Quello che caratterizza una terra ed un popolo è anche la sua tradizione culinaria e le abitudini alimentari. Ciò che per qualcuno è normale mangiare per altri è da aborrire: c'è chi non mangia il coniglio e chi però mangia il coccodrillo. Addirittura si scopre che mangiare cavallette apporta molte più proteine che mangiare altri tipi di carne. Chi è vegetariano invece usa costantemente alimenti che per altri sono saltuari ( es: legumi , germogli..) Le abitudini alimentari spesso sono condizionate e ritmate dalla religione di un popolo. Ogni religione abbina alle proprie Feste piatti e cibi rituali. Spesso una punizione religiosa è stata tradotta in divieto alimentare, un momento di purificazione con l'eliminazione di determinati alimenti (es. la Quaresima o il Ramadan). Ed ogni popolo ha anche le proprie credenze e superstizioni legate a certi alimenti, che si crede in certi momenti portino bene o male per il futuro. Emigrare significa perdere anche la possibilità di trovare i propri alimenti. E' pertanto normale cercare di riprodurre all'estero la propria alimentazione (ciò che ci ha insegnato nostra madre). Ma è gentile assaggiare il cibo degli altri quando si fa un breve viaggio: è un altro modo di conoscere una cultura. Il cibo è condivisione e simbolo: in molti popoli ancor oggi uomini e donne non possono mangiare insieme perché sarebbe come compiere un atto sessuale. Chi come noi mangia insieme usa invece il cibo per conquistare simpaticamente (prendere per la gola) o per conquistare sessualmente (cibi afrodisiaci), o anche per manifestare complicità. La complicità oltre che sessuale è anche sociale; la scelta del luogo per una cena può avere un diverso valore sociale: una pizza fra ragazzini squattrinati, una trattoria fra vecchi amici, il ristorante di lusso per una cena di lavoro o di prestigio sociale. Così come certi alimenti simboleggiano la semplicità (pasta e fagioli) oppure la raffinatezza o la ricchezza (aragosta..). Insomma ogni volta che affrontiamo un alimento ricordiamoci che non è solo frutto dell' agricoltura o dell'industria ma anche di elaborazione culturale di secoli di storia.
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