C.. come Caffe'

 

 

C'è chi afferma che sul mercato internazionale il caffè è importante quasi quanto il petrolio.Il caffè, tuttavia, è un affare molto più vantaggioso per quanti lo consumano che per quanti lo producono.

 Negli Stati Uniti e in Europa produce reddito e lavoro, muove grandi capitali: in America Latina paga salari di fame e accentua la deformazione economica dei Paesi che obbediscono alle sue leggi.
 

Negli Stati Uniti, il caffè dà lavoro a oltre 600.000 persone´; i nordamericani che distribuiscono e vendono il caffè latino americano guadagnano salari infinitamente superiori a quelli dei colombiani, dei brasiliani, dei guatemaltechi, dei salvadoregni, degli haitiani che lo seminano e lo raccolgono nelle piantagioni..
 

La Colombia dipende dal caffè e dalla sua quotazione sul mercato estero al punto che ad Antioquia, l'andamento dei matrimoni risponde fedelmente a quello dei prezzi del caffè. E' tipico di una struttura dipendente: perfino il momento propizio a una dichiarazione d'amore nella campagna antiochegna viene deciso dalla borsa di New York"

(da "Le vene aperte dell'America Latina", di Eduardo Galeano, 1976)



"Un pastore abissino di nome Kaldi stava pascolando il suo gregge intorno a Mokka, città yemenita, quando vide ballare come matte le sue capre che avevano brucato delle bacche rosse da un grosso cespuglio. Il pastore, sorpreso dallo strano effetto sortito, ne informò il priore del Monastero di Cheodet, l'abate Yahia, al quale apparteneva il gregge. Il monaco, non dando credito al racconto del pastore, gettò nel fuoco le bacche malefiche.
Inaspettatamente, da quelle bacche abbrustolite, cominciò ad emanare un intenso e piacevole aroma che induceva ad indagare sul loro mistero. Nel tentativo di recuperarli, i chicchi anneriti vennero messi in acqua in infusione, e in questo modo si scoprì che se ne poteva ricavare una bevanda gradevole al gusto e che poteva essere somministrata ai dervisci del convento in modo che ne risultassero rinvigoriti e potessero pregare tutta la notte senza addormentarsi.

 La bevanda ottenuta fu denominata, in arabo, "kah wah" o "Cahuè", cioè forza e , nella versione turca, "kahvè", che significa lo stimolante, l'eccitante."
(da "De saluberrima potione", del frate maronita Antonio Fausto Naironi, 1671)
 Dr. MARILIA DI GIOVANNI( antropologa)